La svolta della stagione? Io sono sempre stato me stesso: mi sono messo a disposizione dei giocatori, ho provato a farli star bene così come avrei voluto io da calciatore. Ho cercato di guidarli nel fare allenamenti armoniosi e con intensità. Si è creata una chimica eccezionale con il gruppo, di certo sono stato onesto con ognuno di loro. Tra di noi c'è stata stima e rispetto assoluto, ognuno ha anteposto l’interesse del gruppo a quello personale. Ci tengo, infatti, a ringraziare chi ha giocato meno, perché mi hanno fatto sempre allenare i giocatori alla grande: questo è stato il nostro segreto. Ringrazio anche mister Auteri per il lavoro che ha svolto: il Benevento che ho preso da lui era ad appena due punti dalla vetta. Penso che per poter raggiungere grandi traguardi bisogna essere diversi dagli altri: noi lo siamo stati dal primo giorno che sono arrivato. Tutti i calciatori, dal primo all'ultimo, mi hanno dato la loro disponibilità a mettersi in discussione. Per me era tutto nuovo, da allenatore di professionisti.
Il mio futuro in Serie B col Benevento? Non so niente. Adesso mi sto godendo questo momento, poi quando succederà ci vedremo con il presidente e ne parleremo. Per ora penso alla Supercoppa e a finire bene il campionato, perché il presidente conosce solo una cosa: vincere. Con il presidente Vigorito c’è un rapporto come quello che c’è tra padre e figlio, quindi basta guardarsi senza doversi dire tante cose. Colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per la fiducia che mi ha dato. Non c’è un termine per poterlo ringraziare, perché mi ha fatto vivere qualcosa di straordinario. Solo un grande visionario come lui poteva fare una scelta del genere, ovvero portare l’allenatore della Primavera in prima squadra.
I miei riferimenti? Sono stato allenato da Conte ad Arezzo: un allenatore vincente, che ha fatto la storia del calcio italiano. La sua mentalità è stata un insegnamento: se vincessi già solo un quarto di quello che ha vinto lui, sarei entusiasta. L’ho incontrato di recente a Marechiaro, ho grande stima di lui. A me piacciono anche gli allenatori che provano a difendersi guardando avanti, come Spalletti e Fabregas. Mi piace chi propone calcio: Fabregas e Italiano, secondo me, oggi fanno un calcio bellissimo in Italia, ma non vuol dire che altri allenatori non lo facciano.
Il Napoli può ancora vincere lo scudetto? L’unica strada è vincere tutte le partite. Se fossi nel Napoli, penserei solo a questo filotto, poi quello che fa l’Inter è un problema successivo. In questo momento, secondo me, il Napoli è fortunato perché non ha la pressione di dover vincere a tutti i costi. Ha più pressioni l’Inter perché, se perde lo scudetto, lo perde per colpa sua, non per colpa del Napoli. Bisogna sperare in diversi passi falsi dei nerazzurri: è difficilissimo, ma può succedere. Nelle ultime partite la squadra di Chivu ha fatto fatica. Alisson Santos? È uno di quei calciatori che piacciono a me, perché punta sempre l’avversario e crea la superiorità. Sono quei giocatori per cui vale la pena pagare il biglietto. Poi non parliamo di De Bruyne: giocatore stratosferico che da quando è rientrato ha già dato una marcia in più, anche a livello di spinta nello spogliatoio”.
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