Calcio Napoli 1926
I migliori video scelti dal nostro canale

calcionapoli1926 interviste Fedele: “Nel Napoli conta il bilancio! Futuro di Conte legato ai costi del club”

interviste

Fedele: “Nel Napoli conta il bilancio! Futuro di Conte legato ai costi del club”

conte napoli
L’ex dirigente analizza il futuro azzurro: “Prima i conti, poi il mercato. Servono giovani e una società più forte"
Angelo Salzano

A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Enrico Fedele, dirigente sportivo.

“Nel Napoli prima di tutto conta il bilancio”

—  

“C’è una tavola di 10 comandamenti del presidente: primo il bilancio, secondo il bilancio e così via fino al decimo. Il Napoli deve contenere i costi, non può più scialacquare. La gente si è convinta che il Napoli quest’anno vincesse lo scudetto perchè la squadra si è rinforzata, ma perchè Conte non si è fossilizzato sugli undici titolari, ha sempre fatto i cambi dopo il 70esimo. Poi c’è un discorso che la gente non vuole capire: per vincere lo scudetto devi segnare il doppio dei gol che subisci. Il Napoli aveva un obiettivo, la Champions e lo ha centrato. Il Napoli ha sbagliato la Champions, ha sbagliato la Coppa Italia, non ha mai fatto un bel gioco ed è arrivato secondo più che per meriti propri, per demeriti degli avversari”.


Il futuro di Conte e la situazione interna

—  

“Ma il futuro del Napoli qual è? Se Conte avesse un contratto in scadenza, la domanda è: De Laurentiis glielo rinnoverebbe? Credo di no. Ma ci sono tanti soldi da recuperare e se Conte non va via, di certo non lo manderà il presidente via. Se non arriva la Nazionale la soluzione sarebbe spalmare il contratto per un altro anno e prendere giovani. Bisogna capire che ci sono situazioni interne barcollanti se non quasi fatiscenti, rapporti tra medici, tra lo staff, tra il direttore, l’allenatore, tra altri dirigenti”.

“Serve autorevolezza in società”

—  

“Bisogna fare tante valutazioni perché il Napoli deve fare quello che ha fatto De Laurentiis con Spalletti: via Koulibaly, Mertens, i migliori, prendere giovani e andare avanti sulla sua strada. Quella rivoluzione portò alla vittoria dello scudetto. Manna è un giovane che ha girato molto, è un grande osservatore e scouting ma per dirigere una società ci vuole autorevolezza. Ci vuole un uomo di calcio che sappia parlare. La squadra deve avere un riferimento di valore. Il direttore generale deve avere autorevolezza, deve poter dire all’allenatore che quel giocatore non va bene”.