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Fedele: “Lo stipendio di Osimhen non crea malumori nello spogliatoio, vi spiego”

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Il dirigente è intervenuto su Radio Marte sui temi attuali in casa azzurra e del calcio italiano. A seguire le sue parole
Tony Sarnataro
Tony Sarnataro Giornalista 

Enrico Fedele è intervenuto su Radio Marte sui temi attuali in casa azzurra e del calcio italiano. A seguire le sue principali parole.

Le parole di Fedele

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“Rinnovo Osimhen vicino? La questione è semplice: De Laurentiis non vuole fare la parte di chi deve cedere, dovrebbe però ascoltare gli uomini di calcio. Sarebbe giusto fare un incontro tra il presidente e Calenda, con contratto in bianco, offrendogli quello che Osimhen chiede (10-12 milioni?) ma ricevendo in cambio una risposta definitiva, altrimenti la situazione si allunga ulteriormente. Il problema è che il presidente non vuole passare da sconfitto in questa trattativa, come accaduto ad esempio con Spalletti, di cui prima ha annunciato la permanenza per poi vederlo andar via. Nel calcio non si lavora come nel cinema: è importante affidarsi a uomini di calcio, che conoscono i giocatori e che sanno come gestire uno spogliatoio.  Lo stipendio di Osimhen non andrebbe a creare malumori in spogliatoio, perché i calciatori sanno chi è il giocatore determinante, che ti fa vincere le partite. I malumori si creano se vuoi abbassare troppo l’ingaggio agli altri, soprattutto dopo la vittoria di uno scudetto.  Il Napoli ha visionato tanti giocatori, tanti flop e qualche top come Kim e Kvaratskhelia. Di attaccanti come Osimhen non ce ne sono tanti: poi è chiaro che non esistono giocatori incedibili. Il Napoli deve approfittare del momento, se arriva un’offerta dai 150 milioni in su è impossibile rinunciare". 


Su Veiga

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"Come Fabian Ruiz ma più veloce? È un centrocampista d’attacco a cui piace fare la rifinitura: è un buon giocatore. I giocatori devono poi adeguarsi alle caratteristiche della squadra: il campionato italiano è più tecnico e dà molto valore alla tattica rispetto ai campionati esteri. Con Natan al posto di Kim e Veiga al posto di Zielinski, il Napoli resta competitivo per lo scudetto? Sì, perché il giocatore determinante è Osimhen, con lui il Napoli non perderebbe in competitività. Senza di lui resterebbe comunque tra le favorite". 

Sugli obiettivi del Napoli

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"Le parole di Giuffredi sulla scontentezza della squadra? È stata un’uscita per mostrare il pugno duro, tra procuratore e presidente occorre sempre trovare alla fine un punto di incontro: se il giocatore ha una squadra, va anche bene il braccio di ferro; se il calciatore non ha una offerta concreta ed ha un contratto fino al 2025, si farebbe bene a parlarne in privato, senza sbandierare le situazioni.  Infortuni preoccupanti? Sono situazioni risolvibili, non mi preoccupano affatto. Mi preoccupa quel po’ di malumore che sicuramente c’è: non bisogna bearsi del titolo conquistato, i calciatori non devono sentirsi sazi per il tricolore. Bisogna avere ancora e sempre la voglia di vincere: se il calciatore che ha vinto il campionato non viene gratificato, non è contento.  Se Osimhen resta motivato, il Napoli è favorito per la vittoria. In caso contrario, farei attenzione all’Inter e sono curioso di vedere la Juve, che ha bisogno di qualcosa in difesa e bisogna capire cosa accadrà in attacco.  Segretezza nelle trattative del Napoli? È un grande merito che - chiude Fedele - va riconosciuto al club”.

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