Sul Napoli: "In questi ultimi anni, il Napoli è entrato di prepotenza nelle top italiane per la vittoria dello scudetto quindi anche l’anno prossimo sarà così. il Napoli parte con una società che sa vincere, con un gruppo vincente ed un allenatore vincente per cui entra nei pretendenti al titolo. Poi è chiaro che il campionato è lungo, ci sono gli avversari e tante cose possono condizionare l’annata, ma nella griglia di partenza vedo l’Inter un passo avanti e subito dopo il Napoli.
Sulle proprietà americane: "Ho avuto la brutta esperienza di avere a che fare con una società americana 2 anni fa e vedendo come si stanno muovendo posso dire che portano grandissimi capitali perché hanno una forza economica pazzesca. Da tifoso del calcio italiano però, gli addetti ai lavori restano i dirigenti italiani. L’esempio più positivo che mi viene in mente è l’Atalanta perché la famiglia Percassi ha venduto agli americani, ma loro sono rimasti al timone e l’Atalanta infatti sta salendo".
Sulla Serie A: "La Serie A si deve aprire, ma questa globalizzazione del calcio mondiale c'è. Non esiste più , l'Italia che batte la Norvegia 5-0, il calcio è ovunque, strutture per far crescere i giovani ci sono. Il Marocco è diventato una grande Nazionale, così come il Giappone che non ha fenomeni, ma ha molto dinamismo".
Sulla sua esperienza a Napoli: "Mazzarri ha fatto tanto per la gestione del gruppo. Noi ci volevamo molto bene e lui è sempre stato bravo ad ovattare col mondo al di fuori del nostro spogliatoio ed ha educato molto il primo De Laurentiis presidente. Eravamo molto convinti del lavoro del mister, la città ci spingeva, avevamo 3 fenomeni che facevano la differenza e tutto il resto della squadra sapeva cosa fare".
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