Non è un intervento punitivo né una questione costituzionale. È un provvedimento di natura preventiva che mira a tutelare l’ordine pubblico e l'incolumità delle persone per bene che prevede il divieto di vendita dei biglietti per limitare le occasioni che i violenti possano turbare l’ordine pubblico e trasformare le manifestazioni sportive in occasione per le tifoserie per commettere atti violenti. La libertà di circolazione non viene infranta poiché essa viene limitata in un determinato tempo, ad una determinata condizione e per un fatto specifico. Ripeto; non è un provvedimento incostituzionale! Non dobbiamo aspettare che accada un fatto violento per spingerci ad agire. In questi anni le cronache e le agenzie ci hanno inondato di fatti violenti che coinvolgono le tifoserie. È nostro dovere proteggere l’incolumità fisica dei soggetti che è la nostra priorità ed evitare che essi si mischiano ai violenti.
In questi anni qualcuno è anche deceduto a causa di questi episodi. Noi abbiamo identificato i soggetti e risalito ai luoghi di provenienza. Così è stato adottato il divieto di trasferta e di vendita dei biglietti. In determinati momenti alcuni soggetti si fanno dominare dalla propria indole violenta, avendo l’occasione di dimostrare la propria forza fisica e la propria prepotenza. Per fortuna negli ultimi anni questo fenomeno si è ridotto, per questo la legge ci consente di vietare le trasferta a chi vuole trasformare una manifestazione sportiva in un'occasione di scontro".
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