Il presidente del Napoli ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine della consegna del Premio Sportivo alla Carriera
De Laurentiis: "Ho incontrato Cardinale a cena, ma avrei dovuto buttarlo fuori subito"
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine del Premio Sportivo alla Carriera presso la sede dell'Associazione della Stampa Estera in Italia.
De Laurentiis: "Invitai Cardinale del Milan a cena, mi fece un discorso che avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori, mi diceva cose che non stavano né in cielo né in terra"
"Io sono un passionale di natura, se faccio una cosa è perchè mi diverto. C’è chi gioca a golf, chi gioca a tennis, io sono monotematico con la mia professione: può far inquietare mia moglie, ma io sono fatto così e non posso certo cambiare. Il discorso qual è: quando vai in Lega qualunque tipo di affermazione imprenditoriale, se vuoi fare impresa devi stravolgere ciò che non funziona. In Italia per carità, non devi toccare nulla, ci sono leggi che partono dal 1800, che quando le leggi e vedi che è stata modificata fai fatica a comprenderla. È difficile cambiare la mentalità di chi fa il calcio, lei ha parlato di fondi ma ci sono imprenditori che non sono presenti. Io con grande umiltà, non sapendo nulla di calcio, non conoscevo l’ambiente e mi sono fatto tutte le assemblee di Lega. Ho invitato Gerry Cardinale a cena tre anni, mi fece un discorso a cui non obiettai altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori, mi diceva cose che non stavano in cielo e in terra dal mio punto di vista: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero. Mi si può accusare di tutto, ma ho fatto l’artigiano nel cinema: sceglievo le idee, non ho mai prodotto un film proposto da altri, solo quelli nati nel nostro ufficio. Ancora adesso con Carlo Verdone ci confrontiamo, partiamo da una idea e poi la sviluppiamo insieme, poi chi è che finanzia il prodotto? Io. Chi lo realizza fisicamente? Sempre noi. Chi lo commercializza e lo distribuisce in Italia e all’estero? Noi. Siamo in un momento in cui c’è molto da cambiare, si parla di DAZN: vedevo un articolo sulla percentuale di spettatori inferiore da un anno all’altro ma guadagna con le inserzioni pubblicitarie. Bisogna capire, faccio un altro ragionamento: così come quando realizzo una opera audiovisiva la commercializzo io stesso, avevo sempre detto ai miei colleghi ‘scusatemi perchè non dobbiamo noi andare ovunque attraverso la commercializzazione delle partite ai nostri tifosi? Chi ha meno tifosi delle squadre che tirano di più ovvero Juventus, Milan, Inter, Napoli, Roma che sono il motore del calcio italiano…questi club dovrebbero farsi carico della commercializzazione del calcio. Mi hanno offerto sei milioni di dollari per andare in Australia per una partita e una a Singapore, e che facevo 30 ore di viaggio per poi preparare la stagione? Uno deve prepararsi alle tante partite, mi sembrava una follia. Non mi interessano i milioni, ho organizzato partite in Trentino sia in Abruzzo invitando squadre e pagandole, e in pay-per-view facevo vedere le partite ad una cifra modesta di 10 euro, non costava nulla. C’è un concetto imprenditoriale che non tutti rispettano, Cardinale e i fondi hanno investito denaro per farlo fruttare ai loro investitori: se dopo un po’ di tempo non hanno avuto un guadagno, allora che benefit è stato apportato? Nessuno”.De Laurentiis
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