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ADL e il primo incontro con Conte: “Come uno scrittore che narra un film grandioso”

Alex Iozzi
L'amore tra il patron azzurro e il tecnico salentino, per stessa ammissione del primo, è stato davvero "a prima vista": lo spezzone preso dall'intervista al NYT

Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, si è concesso per un'intervista ai taccuini di The Athletic, area del New York Times che si occupa di giornalismo sportivo. In un frangente del lungo colloquio con il collega Adam Crafton, il patron azzurro ha raccontato come ha conosciuto per la prima volta Antonio Conte, attuale allenatore del club di Fuorigrotta.

"Mi ha affascinato sin da subito, ha una filosofia che lo rende un grande allenatore", De Laurentiis tesse le lodi di Conte ai microfoni di The Athletic

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Di seguito, le parole pronunciate da De Laurentiis e riportate dalla nostra redazione:

"Ci siamo conosciuti dieci anni fa alle Maldive. Eravamo in vacanza, nuotavamo insieme. Ho conosciuto sua moglie e sua figlia. Mentre pescavamo, mi ha raccontato la sua teoria sul calcio: mi ha affascinato. Era come uno scrittore che racconta di un film grandioso da realizzare. Quando è arrivato il momento, non ho esitato a contattarlo e a convincerlo a venire ad allenare il Napoli. Ed è stato un matrimonio felice. Antonio è tipo... ti ricordi il film di Stanley Kubrick sull'esercito? (si riferisce a Full Metal Jacket, ndr). Questo è Antonio Conte. Quando lavori per 100 milioni di tifosi, hai un'enorme responsabilità: non puoi scherzare. I calciatori hanno 17, 18, 21 anni... Sono ragazzi, guidano una Ferrari oppure un'Aston Martin, quindi possono commettere errori; perciò devi guidarli con mani ferme. Antonio è perfetto da questo punto di vista. Inoltre, è un grande allenatore perché ha un'idea su come difendere. Quando difendi, probabilmente vinci. Se vuoi solo attaccare, invece, probabilmente perdi. Forse è più emozionante, ma è possibile che tu non vinca niente".