Il parere del giornalista sui due giocatori partenopei
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Carlo Alvino sul proprio profilo Instagram ha commentato la questione legata a Kevin De Bruyne e Antonio Vergara. Il primo è sembrato con il Belgio lontano parente da quello visto a Napoli, mentre il secondo sta diventando un caso da dover risolvere il prima possibile. A seguire le sue parole.
Alvino: "Questo De Bruyne lo vedremo anche a Napoli. Ma è il caso Vergara ad essere cruciale"
"Prestazione spaziale, architetto del centrocampo, favoloso. Questi sono solo alcuni degli aggettivi con cui è stata salutata l’ultima prova di Kevin De Bruyne in nazionale. Di conseguenza, in molti hanno iniziato a chiedersi perché nel Napoli non stia esprimendo questi livelli – presunti, lasciatemelo dire almeno per dovere d’inventario. In questa narrazione vedo solo una parziale verità. Allegri ha ampiamente sottolineato come il belga abbia ritrovato una forma fisica e mentale eccellente; è quindi facile immaginare che questo stato di grazia proseguirà anche in maglia azzurra. Non si vede il motivo per cui dovrebbe essere il contrario. C’è però un’altra questione, a mio avviso molto più cruciale per il presente e il futuro del Napoli: il caso Vergara. Fuori ruolo per qualcuno; non all’altezza delle aspettative per altri; da responsabilizzare e far giocare con continuità per altri ancora, così da capirne definitivamente il valore. Io mi iscrivo a tutti i partiti. È vero che non viene utilizzato al meglio, è vero che non ha ancora dimostrato il suo reale potenziale, ed è altrettanto vero che è arrivato il momento di dargli spazio con continuità nella sua posizione ideale, permettendogli di esprimere un estro che va una volta per tutte consacrato o ridimensionato. Il mio punto di vista è chiaro e l’ho già espresso in passato: Vergara non deve muoversi dietro a Højlund, né a sinistra con compiti di copertura. Deve agire a destra, al fianco del danese, sfruttando la sua capacità di tagliare al centro per duettare con lui. Ha classe, intelligenza, dribbling e fiuto del gol: va usato in modo propositivo e non conservativo come accaduto finora. Una scelta del genere sposterà il baricentro del Napoli in avanti e aiuterà Højlund, oggi troppo spesso lasciato solo in mezzo ai difensori avversari".
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