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calcionapoli1926 interviste D’Amico: “Malagò abbia coraggio di rivoluzionare il calcio italiano”

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D’Amico: “Malagò abbia coraggio di rivoluzionare il calcio italiano”

Malagò FIGC
A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Andrea D’Amico, procuratore sportivo
Ugo Casadio

A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Andrea D’Amico, procuratore sportivo

“I Mondiali hanno sancito la fine dei giganti. Fuori Olanda e Germania, questi Mondiali hanno fatto capire che le grandi potenze devono stare attente perchè il calcio è diventato globale. Le metodologie di allenamento si sono evolute e sono diventate diffuse in tutto il Mondo e anche i giocatori delle piccole Nazioni sono bravi. Allegri e Conte sono due vincenti. Ogni progetto sportivo dipende dal macchinista e quindi dall'allenatore, ma anche da altre variabili tra cui la rosa dei giocatori, la dirigenza per cui ogni anno è diverso. E il Napoli lo sa bene perchè dopo la vittoria dello scudetto con una squadra quasi invariata ha sofferto molto. De Bruyne è arrivato sottotono al Mondiale, complice l’infortunio che lo ha tenuto fuori dal campo per tanto tempo e complice l’età e il caldo, ha fatto fatica. Lukaku invece non ha fatto una grande prestazione, ma è sempre efficace e decisivo. I tiri cominciano tra poco, il calciomercato finisce tra molto. Quando arriverà l’allenatore vedrà cosa manca, cosa offre il mercato e il Mondiale è sempre un’ottima occasione di acquisto. Malagò è un dirigente di moltissima esperienza, ha fatto molto bene al Coni. Sono fioccate le medaglie e l’augurio che posso fare al calcio italiano è che abbia il coraggio, la forza ed il potere di cambiare le regole perchè di questo c’è bisogno. Sono esattamente 12 anni che non andiamo ai Mondiali, ne passeranno altri 4 e accade perché non ci sono gli italiani che giocano. Consentire il tesseramento di tutti i comunitari stranieri e limitare gli extracomunitari e far giocare almeno 5 italiani tra cui il portiere sarebbe cosa buona e giusta. Solo questa regola darebbe carburante alla Nazionale. Quello che chiamiamo allenatore della Nazionale, altro non è che un selezionatore e nelle partite di cartello, in campo ci sono uno o due italiani. La libera circolazione all’interno dell’Unione Europea per i lavoratori è garantita per cui non si può limitare il tesseramento dei giocatori comunitari, si può fare per gli extracomunitari, ma bisogna inserire una norma che preveda un numero minimo di italiani in campo in ogni partita. Non sarebbe una norma discriminatoria, ma a tutela dei nostri giovani che altrimenti, per dinamiche di interessi ed economiche, avrebbero poco spazio. Il calcio vuol dire identità, società, ha un peso politico ed economico importante e se il nuovo presidente federale avrà la forza di attuare questi cambiamenti sarà stata giusta la sua nomina, se ci attacchiamo invece solo al nome e al blasone non cambierà nulla. Gattuso è stato molto sfortunato con l’Italia, per cui è stato un grandissimo dispiacere perchè tiene molto alla maglia azzurra. Ma, sono felice che abbia avuto subito la possibilità di tornare in panchina, altrimenti avrebbe trascorso una bruttissima estate"