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interviste
Coppola: “Per il Napoli tutte finali ma l’Inter senza Lautaro è in difficoltà”
A Stile Tv, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Nando Coppola, doppio ex della sfida Parma-Napoli
“Se penso che il Napoli potrebbe ripetere il finale di stagione dell’anno scorso? Il calcio ti porta a dover e a poter pensare in ottica ottimistica, soprattutto per chi insegue. Oltretutto, l’Inter oggi è orfana di Lautaro e in passato ha dimostrato scricchiolii senza di lui, perché a prescindere dai gol è comunque un giocatore che impregna la squadra di personalità e trasmette anche ai compagni un senso di sicurezza, un appoggio. Oltre a questo, anche la difficoltà altalenante che si è dimostrata negli ultimi tempi dal punto di vista fisico, può essere un contraccolpo. È ovvio che il Napoli è chiamato in questo minitorneo ad affrontare le partite come se fossero delle autentiche finali. Conte? Per quanto mi riguarda posso confermare la sua grande abilità e capacità nel trasmettere la sua fame di vittoria ai giocatori. Questo sicuramente è stato un crocevia della mia carriera, ti tira fuori delle cose che pensi di non avere e di non poter fare. Quanto è cambiato da questo punto di vista negli anni? Non saprei, perché non lo vivo più come ai tempi; ci siamo incontrati a Napoli spesso, ma credo che non sia cambiato di una virgola: la fame di vittorie, e questo senso di responsabilità che chiede ai calciatori, sono le qualità che non cambierà mai. Con Pecchia abbiamo fatto due anni e mezzo fantastici, in una piazza che ti permette comunque di esprimerti e di proporre le tue idee e il tuo modo di lavorare. Ci siamo riusciti anche molto bene, al di là dell’epilogo finale con l’esonero, però penso che siamo usciti a testa alta e con la coscienza a posto. A posteriori è facile parlare, però la partita contro il Napoli dell’anno scorso, ad agosto, è stata uno sparti acque perché la prestazione ci ha fatto credere che potevamo giocare in un certo modo. Invece alla lunga con l’accumulo di sconfitte si creano incertezze e dopo non puoi più lavorare tanto sull’entusiasmo ma sul convincimento dei giocatori a continuare. Per il Napoli probabilmente lo è stato in senso opposto e in senso positivo perché veniva dalla sconfitta di Verona e poi la vittoria con il Bologna, aver vinto ha comunque permesso di lavorare con più serenità. A noi non ha tolto serenità però magari con una vittoria avremmo lavorato più sulla convinzione, più su certezze e invece dopo dovevamo convincere i giocatori - giovanissimi oltretutto – a dover affrontare un campionato più in salita”.
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