Sulla carriera del belga
—"Il belga è uno dei giocatori iconici, se vogliamo, a cavallo tra lo scorso e questo decennio, uno dei centravanti più importanti. Centravanti del Belgio, ha giocato in grandissime squadre in Inghilterra e in Italia. Ha vinto tanto, ha vinto tantissimi titoli. Non è riuscito mai a combinare qualcosa di importante con la propria Nazionale, ma il palmares è sicuramente molto ricco. Due campionati in Italia sono l'alloro più importante, quello con l'Inter e quello col Napoli sono sicuramente le medaglie le più importanti al petto. Lui in Inghilterra ha vinto invece la Coppa del Mondo per Club con il Chelsea, una Coppa d'Inghilterra, ma poi non è riuscito fino in fondo ad imporsi con la maglia dei Blues. E non è mai riuscito a imporsi, a restare nella memoria dei tifosi, perché poi ha sempre rotto in malo modo".
L'esempio con il Napoli
—"Prendiamo l'esempio di questi tempi. Con il Napoli è un giocatore che ha vinto, è entrato nel cuore di Napoli, per quel che ha fatto, per dove, come ha trascinato la formazione azzurra soprattutto nella scorsa stagione e poi si è arrivati in questa, cinque presenze, si è visto di fatto superare nelle gerarchie anche da Hojlund quando era infortunato. Ora che è rientrato dice: "Sapete cosa? Io torno in Belgio, sistemo le condizioni fisiche e non voglio tornare a disposizione del gruppo. Il Napoli si è infuriato, il Napoli lo ha multato, il Napoli ha fatto capire che per lui nel Napoli del futuro non c'è più spazio, anche nel Napoli del suo mentore Antonio Conte".
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