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La frustrazione è il sentimento primario che traspare dalle parole di Antonio Conte dopo il KO con la Juventus: l'intervista completa a Dazn.
Antonio Conte, allenatore del Napoli, si è concesso per un'intervista ai microfoni di Dazn nel post-partita della sfida odierna con la Juventus, valsa la 22ª giornata del campionato 2025/26 di Serie A e che ha visto la compagine bianconera trionfare con il risultato di 3-0.
"Al netto delle assenze, avremmo potuto fare qualcosa in più? Di questa gara resta che, fin quando è stata sul binario dell'1-0, era in equilibrio. In certi casi, può esserci un episodio che ti va a favore e raddrizza la gara. Il 2-0, purtroppo, è stata una mazzata dal punto di vista mentale. Abbiamo cercato con quelle poche sostituzioni di rimetterci in partita, ma abbiamo subito il terzo gol. Oggi è la prima volta che ho schierato in campo un calciatore che non ho mai allenato nemmeno per un minuto (Giovane, ndr): legherò anche questo momento alla gara di stasera. Rigore non fischiato? Non sono qui per commentare decisioni arbitrali. Non avrebbe senso ripetere cose che non stanno funzionando, quindi va bene così.
L'ultima partita in campionato l'avevamo persa contro l'Udinese. Da lì ne sono passate tante: c'è stata una Supercoppa giocata in emergenza. Adesso è quasi impossibile andare avanti, ma dobbiamo farlo. Questi ragazzi vanno solamente elogiati: giocare con questa intensità con pochi giorni di recupero e vedendo il gruppo assottigliarsi sempre di più, con infortuni non di 10 giorni... Neres verrà operato; Milinkovic-Savic ha avuto un problema; Mazzocchi anche avrebbe potuto darci una mano. Ciononostante, non dobbiamo mollare di un centimetro: sappiamo che la barca è in mezzo la mare con onde pericolose, ma nessuno vuole scendere per questione di onore. Cercheremo in tutti i modi di affrontare queste situazioni.
Mercoledì andiamo a giocare col Chelsea, non con l'ultima della classe; poi c'è la Fiorentina. Chi doveva rientrare, sta aumentando i tempi di recupero. Lukaku l'ho messo in campo per capire se può darci una mano, ma neanche lui è in condizione. Ci stiamo attrezzando per i miracoli, speriamo di trovare la strada giusta. Questi ragazzi vanno abbracciati perché stanno mettendo a rischio la propria incolumità: c'è gente come Di Lorenzo, McTominay oppure Hojlund che giocano sempre, anche con le rispettive nazionali. Non è affatto semplice".
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