In Pisa-Napoli, riesce a trovare due top?
"Finalmente un segnale da Hojlund, anche se il gol è arrivato in una partita che contava relativamente. Però continuo a dire una cosa: il Napoli ha bisogno che lui raddoppi il bottino di quest'anno. Per caratteristiche deve diventare un attaccante da almeno venti gol. Poi bisognerà capire chi sarà il prossimo allenatore e come lavorerà con lui. Per L'altro nome sarebbe scontato McTominay, quindi andiamo su Lobotka: di lui ormai si parla sempre, ma è inevitabile. Però aggiungo una riflessione: il Napoli deve capire cosa fare a centrocampo. Lobotka è fondamentale, ma non puoi pensare che resista ancora a lungo con le metodologie di Conte. Il procuratore aveva lasciato intendere qualcosa. lo sono contento per lui: finalmente avrà una settimana di ferie, come chiese in quella famosa quanto polemica intervista. Con Conte è difficile avere momenti di pausa. Manca poco e poi potrà staccare".
Flop di Pisa-Napoli?
"Qui dico Alessandro Buongiorno. Mi dispiace perché è uno che trasmette serietà assoluta. Non dà mai l'impressione di essere uno che non si impegna, anzi: dà l'idea di un professionista esemplare. Però ha disputato una stagione sotto le aspettative, può capitare. È stato pagato tanto, ma capita anche ai migliori. Detto questo, faccio il discorso opposto: io me lo terrei assolutamente. Per una stagione negativa non si mette in discussione un patrimonio tecnico del genere. Secondo me il Napoli a livello di centrali difensivi è già a posto".
Secondo flop di Pisa-Napoli?
"Spinazzola, anche se con molte attenuanti. Ha fatto il suo per tutta la stagione e ha portato anche assist importanti. Ma se davanti ti trovi uno come Alisson Santos, che ha corsa e velocità, inevitabilmente vai in difficoltà. Spinazzola è uno che ha bisogno di correre, di avere spazio. Se lo costringi a difendere basso cambia tutto. Comunque stiamo parlando di un flop relativo in una partita tra una squadra retrocessa e una già qualificata in Champions".
Prima di chiudere: lei che è un esperto comunicatore, come ha interpretato le parole di Antonio Conte? Sono parole d'addio o la sua solita strategia comunicativa?
"leri a Pressing abbiamo fatto la domanda: Conte resta sì o no? Dopo quelle dichiarazioni il 95% dello studio ha detto che andrà via. Solo Emiliano Viviano ha detto che resterà. Conte però lo conosciamo. Quello di ieri è un copione che abbiamo già visto: quando dice che il presidente sa già tutto, che la sua volontà è chiara e che per rispetto non parlerà, sta preparando il terreno. lo però mi tengo una riserva. Per me dovrebbe restare a Napoli. Fatico a vedere alternative che abbiano davvero senso per lui. Se non è la Nazionale, quale sarebbe? E sinceramente faccio fatica a immaginarlo in azzurro. Mi sembra più una questione di mercato e di prospettive economiche. De Laurentiis gestisce il Napoli in modo impeccabile dal punto di vista dei conti, ma se un anno spendi 200 milioni non puoi spenderne altri 200 l'anno successivo. Se Conte pretende investimenti enormi ogni stagione, allora diventa difficile. Però non vedo una rottura traumatica come in altre occasioni. Per questo una piccola porta aperta me la tengo ancora".
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