Le dichiarazioni dell'ex calciatore del Napoli sul tecnico leccese, sullo scozzese e non solo
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Ivano Trotta, allenatore, è intervenuto a “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, toccando diversi temi. Dal motivo per cui il Napoli di Conte fa ancora fatica al cambio modulo, fino ad arrivare a qualche individualità di spicco come De Bruyne, McTominay ed i due estremi difensori. Di seguito le dichiarazioni salienti dell'ex azzurro.
Sul perché il Napoli fa ancora fatica
“Chiaramente la situazione è completamente diversa rispetto all’anno scorso. Ora c’è la Champions, gli impegni sono maggiori e questo influisce a livello mentale e organizzativo. Non dico che Conte debba avere due squadre, ma servono tanti doppioni per fare un’alternanza costante. Conte la sua vera squadra ancora non l’ha trovata. Ha delle idee, ma è stato costretto – passatemi il termine – a far convivere i campioni che ha a disposizione".
Sull'arrivo di De Bruyne
"L’arrivo di De Bruyne, per esempio, è stata un’occasione che non potevi lasciarti scappare: un giocatore ancora in forma, con un contratto importante. Ma sono convinto che, se ci fosse stato un costo da pagare per il cartellino, il Napoli non l’avrebbe preso".Sul perché McTominay è il più penalizzato dal cambio modulo
"L’occasione ha portato il mister a cercare una convivenza tra lo scozzese ed il belga che, francamente, fatica a concretizzarsi. L’anno scorso lo schema funzionava benissimo, perché avevi esterni forti e una struttura congeniale. Con questi nuovi inserimenti, rischi di penalizzare qualcuno, come sta accadendo a McTominay".Sul possibile ritorno al 4-3-3
"Per questo, secondo me, Conte dovrà rivedere alcuni assetti tattici: sulla lunga ritornerà al 4-3-3. Per una squadra ambiziosa come il Napoli, che vuole continuare a stare ad alti livelli, servono grandi giocatori in campo ma anche alternative valide in panchina. Con i cinque cambi e con il calcio moderno, spesso le partite si risolvono proprio grazie a chi entra dalla panchina. Non è più come una volta: oggi chi subentra può decidere le gare".Sui due estremi difensori
"Abbiamo visto anche il ruolo del portiere: ieri, ad esempio, Milinkovic-Savić ha fatto una parata incredibile nel finale, ma probabilmente sabato tornerà in panchina. Secondo me Conte è convinto di avere due portieri forti e non vuole penalizzarne totalmente uno. Il portiere è un ruolo particolare: non avere continuità può sembrare un limite, ma entrambi hanno dimostrato di saper reggere. Lui li vede ogni giorno in allenamento e sa che entrambi sono mentalmente pronti. È una scelta che può avere una sua logica, sebbene non trovano continuità. Per me il portiere deve averla: guarda Donnarumma al City, gioca sempre lui, punto, nonostante sia appena arrivato. Ma a Napoli non è la prima volta che succede questa alternanza, è capitato anche in passato con altri portieri accanto a Meret, quindi non credo sia solo volontà di Conte”.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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