Qualcuno lo ha aiutato a capire che non poteva farcela da solo: sembrava si fosse caricato tutto il Napoli sulle spalle, dalle porte girevoli del mercato alla selezione degli intrusi, dalle formazioni alle schede quotidiane di allenamento, tutto. Nell’albergo elegante e defilato di Pozzuoli raccontano stupiti che Conte sia andato prima per una intera notte a controllare ingressi, ospiti e personale prima di dare il consenso all’accordo con la società. È credibile quindi l’ipotesi che gira: Conte ha sfidato la squadra modificando il rapporto interno. Non più lui solo a decidere, ma programmi condivisi. Una lodevole e innovativa autogestione plausibile e pur sempre vigilata”.
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