L’editoriale del noto giornalista

Screenshot 2026-09-25 193356

L'ex moglie di Maradona canta con i tifosi azzurri tra i vicoli di Napoli - VIDEO

La prima nuova Italia di Roberto Mancini si esce sconfitta dalla sfida contro il Belgio in una gara praticamente senza storia. Il giornalista Paolo Condò ne parla alle colonne del Corriere della Sera.

Condò, l’editoriale su Italia-Belgio

"Quel filo di ottimismo che si percepiva in questi primi giorni del nuovo ciclo azzurro si è scontrato con una realtà matrigna. Il Belgio ha disposto dell'Italia come e quando ha voluto nel primo tempo, indisturbato nell'impostazione del gioco dal basso e implacabile nel pressing alto.

Tutti noi ricordiamo l'Europeo 2021, nel quale Roberto Mancini seppe ottenere da ciascuno dei suoi azzurri la miglior versione di sé, e la somma di tante capacita gonfiate al massimo portò un titolo altrimenti inspiegabile. E per questo che Mancini è stato richiamato malgrado tutto, per ricostruire l'ego ferito dei nostri eliminati seriali; ma nei tre giorni di lavoro che ha avuto finora, l'unico a rispondere è stato il solito Donnarumma, che nel primo tempo ha tenuto a 1 lo score del Belgio, mentre poteva essere 3 o 4.

condò

Al di là del portiere, nel primo tempo non ha funzionato assolutamente niente, da una difesa in cui la falla di Di Lorenzo a destra imbarcava acqua a ogni verticalizzazione di De Bruyne per Godts, a un centrocampo nel quale il povero Romano ha sbagliato la palla del vantaggio belga, e non si è ripreso dalla delusione. Ma non e certo a lui che si poteva chiedere di guardare negli occhi rivali così scafati: toccava ai Barella, ai Tonali, ai Calafiori, gente che nei club gioca ai livelli più alti, e in Nazionale continua a rinviare la grande prova. Prossima fermata Bursa, la prospettiva parla già di spareggio per il terzo posto".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti