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Il giornalista Paolo Condò ha parlato ai microfoni di Sky Sport della crisi del calcio italiano, suggerendo una rivoluzione totale, in linea con le idee del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. A seguire le sue parole:
"Vorrei vedere una rivoluzione, vorrei vedere delle belle litigate, o meglio delle discussioni. Poi si arriverebbe a una soluzione, invece c'è stato un unanimismo che è stato fatale per il nostro calcio. Discutete, ma portate avanti questa mediazione, che è al ribasso. De Laurentiis ha chiesto 16 squadre, ma tempo fa votò per le 20... Non so cosa gli abbia fatto cambiare idea, ma ben venga. Il campionato a 18 squadre è una delle riforme da fare, ce ne sono tante di cose da sistemare".
Sul sostituto di Gravino come presidente della FIGC: "Nessuno dei nomi fatti è un punto di rottura. Abete è sempre stato un presidente gentile, io apprezzo molto questa qualità, si dimise quando le cose andarono male... Però ho anche la sensazione che occorra una determina età per avere la spinta propulsiva per cambiare le cose. Malagò ha una decina di anni in meno, ha fatto cose stupende nel CONI, ma è un dirigente che abbiamo già visto. Marani è un nostro vecchio collega e amico, ha 55 anni e già sarebbe un candidato. Vedremo i frutti delle riforme tra 10 anni, serve far rendere al meglio quello che abbiamo. Bisognava andare a questo Mondiale a prescindere da quello che abbiamo".
Sul successore di Gennaro Gattuso come CT della Nazionale: "Telefonerei a Carlo Ancelotti e gli chiederei se fosse disposto a sedersi sulla panchina italiana dopo il Mondiale con il Brasile, sperando che mi risponda di sì. Farei questo tentativo".
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