Nel suo editoriale odierno per Sportitalia il giornalista ha commentato la scelta del club partenopeo di affidare la panchina al tecnico livornese
Luca Cilli, giornalista, nel suo editoriale odierno per Sportitalia ha affrontato il tema relativo alla panchina del Napoli. Non mancano anche gli elogi a De Laurentiis e i riferimenti a quella che era l'altra scelta del club partenopeo per il post-Conte, ovvero Vincenzo Italiano. Di seguito quanto analizzato.
Su Allegri
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"In pochi giorni Massimiliano Allegri passa dalla delusione di non essere riuscito a raggiungere la qualificazione con il Milan e dal conseguente licenziamento, all’accordo sulla parola (in attesa di formalizzare l’intesa) con il Napoli per sostituire Antonio Conte e allenare una delle squadre più forti d’Italia. Il vero upgrade però è un altro, perché Allegri si metterà alle spalle un club in cui a livello dirigenziale c’è solo e soltanto caos. In cui troppe figure e troppe teste non si sono dimostrate all’altezza del compito e soprattutto hanno sempre ragionato in maniera differente, contribuendo a creare quei problemi invisibili che hanno finito per intossicare un ambiente impossibile da tenere insieme. Il fallimento sportivo con annessa figuraccia globale è stato una logica conseguenza".
Sulla dirigenza del Napoli
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"Per l’appunto uscire da un contesto del genere per ritrovarsi in una società come il Napoli che in Italia rappresenta una eccellenza è il vero salto di qualità fatto da Allegri. Il Napoli, ormai da anni, è una delle pochissime realtà virtuose, serie, organizzate. Strutturata in maniera semplice dove il nuovo allenatore dovrà rapportarsi con il miglior presidente italiano per distacco, Aurelio De Laurentiis, e un direttore sportivo come Giovanni Manna che aveva sempre apprezzato sin dai tempi della Juventus".
Sulla scelta di Allegri di ripartire dal club partenopeo
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"Il massimo per ripartire dopo un anno in cui più che al campo Allegri ha dovuto pensare anche, e forse pure di più, all’extra campo. Il binomio nasce sotto una buona stella e con tutti gli incastri giusti. Forse un po’ per sbaglio, perché la prima scelta del Napoli per il post Conte era Italiano. Ma evidentemente doveva andare così. Era scritto".