Sulla dirigenza del Napoli
—"Per l’appunto uscire da un contesto del genere per ritrovarsi in una società come il Napoli che in Italia rappresenta una eccellenza è il vero salto di qualità fatto da Allegri. Il Napoli, ormai da anni, è una delle pochissime realtà virtuose, serie, organizzate. Strutturata in maniera semplice dove il nuovo allenatore dovrà rapportarsi con il miglior presidente italiano per distacco, Aurelio De Laurentiis, e un direttore sportivo come Giovanni Manna che aveva sempre apprezzato sin dai tempi della Juventus".
Sulla scelta di Allegri di ripartire dal club partenopeo
—"Il massimo per ripartire dopo un anno in cui più che al campo Allegri ha dovuto pensare anche, e forse pure di più, all’extra campo. Il binomio nasce sotto una buona stella e con tutti gli incastri giusti. Forse un po’ per sbaglio, perché la prima scelta del Napoli per il post Conte era Italiano. Ma evidentemente doveva andare così. Era scritto".
Sugli ultimi allenatori scelti dal presidente
—"A proposito: tanta roba Aurelio. In pochi anni De Laurentiis ha portato a Napoli i migliori allenatori italiani. Spalletti, Conte e ora Allegri. Non solo però, date uno sguardo anche al tempismo. Finisce l’era Conte e dopo pochissimi giorni il Napoli ingaggia Allegri. Tanta roba, altro che storie. Unica società che al di là delle chiacchiere sulla programmazione e sui progetti poi fa seguire i fatti".
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