Vincere un trofeo dopo pochi mesi cosa significherebbe?“A me non cambia niente, non sono a caccia di reputazione. Io mi godo il nostro quotidiano e la nostra crescita. Sono ragazzi validi che meritano tanto per quello che rappresentano dal punto di vista umano. Poi bisogna dimostrare in campo: sappiamo cosa dobbiamo fare. Solo così si costruiscono gruppi che hanno la possibilità di vincere trofei. Il Bologna è una squadra identitaria: hanno energia e un modo di fare alcune cose che può mettere in difficoltà chiunque. Alleno un gruppo affamato ed è un onore per me farlo. Noi, come staff, abbiamo fatto del nostro meglio per ridare fiducia, stima e consapevolezza al gruppo. Si va sempre a testa alta fuori dal campo perché sappiamo l'impegno che ci mettiamo e cosa vogliamo creare per il futuro”.
Può essere l'occasione per migliorare il rendimento negli scontri diretti?"Anche la Roma è uno scontro diretto. Conosciamo l'insidia della partita. Per vincere bisogna meritare, a prescindere dall'avversario. Nessuno ci regala nulla; poi si esce vincitori o vinti, ma sempre a testa alta. A noi non manca il desiderio di vincerle tutte, anche se sappiamo che non è sempre possibile. Quello che è accaduto lo scorso anno ormai è il passato. Testa al Bologna, poi il futuro si vedrà".
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