Devo dire che è stato preso in parola, perché questa giornata di campionato ha visto molte squadre vincere proprio così. Tra le prime sette in classifica, ben quattro hanno vinto "di corto muso". Il Milan ha battuto il Torino 3-2, il Napoli ha vinto a Cagliari 1-0 con un gol dopo un minuto e mezzo, sufficiente per portare a casa la partita. Finalmente anche con la porta inviolata, cosa che mancava da undici partite consecutive. Ormai dobbiamo usare anche termini inglesi come "clean sheet". Una volta si parlava semplicemente di porta inviolata. Oggi, invece, bisogna usare parole complicate per sembrare aggiornati. Ma, come insegnava Manzoni, a volte l'ignoranza si maschera proprio dietro termini altisonanti.
Tra le squadre di vertice, hanno vinto anche la Roma — grazie a un giovane talento e a un salvataggio clamoroso sulla linea — e l'Atalanta, che ha superato il Verona con un gol di Zappacosta. Chi invece sta facendo un campionato a parte è il Como: cinque gol nell'ultima partita e cinque vittorie consecutive. Una squadra brillante, che gioca bene e con entusiasmo, a differenza del Napoli, che continua a vincere ma sempre con fatica e con risultati stretti: 2-1, 1-0, ancora "corto muso". Poi c'è stato il pareggio sorprendente del Sassuolo contro la Juventus. Una squadra decimata, colpita persino dalla pertosse, è riuscita comunque a fermare i bianconeri sull'1-1. La Juventus ha anche sbagliato un rigore con Locatelli: un passo falso che pesa e fa rumore.
La classifica si accorcia: la Roma aggancia la Juve, il Como si avvicina e il Napoli resta Ii, con una stagione fatta di luci e ombre. I numeri dicono 19 vittorie su 30 partite, ma anche 6 sconfitte, tutte in trasferta. In casa, invece, è un fortino. Il problema è che il Napoli non riesce a chiudere le partite: non ha grande palleggio e non sa gestire il possesso per congelare il risultato. Le partite del Napoli non sono sempre belle da vedere. Ma a questo punto conta davvero la bellezza? O conta solo vincere? Il dibattito tra "giochisti" e "risultatisti" lascia il tempo che trova. Resta però un grande rimpianto: senza gli infortuni, il Napoli avrebbe potuto lottare per lo scudetto. L'Inter, infatti, non ha trovato veri avversari. E proprio il Napoli sembrava l'unica squadra in grado di metterla in difficoltà
Ora però l'obiettivo cambia: il secondo posto è alla portata. Dopo la sosta ci sarà lo scontro diretto con il Milan, distante un solo punto. Un finale di stagione che può ancora dire molto. Resta però un giudizio severo sul campionato: troppo tattico, poco spettacolare, lontano anni luce dalla Champions League, dove si vedono partite piene di gol e spettacolo. Qui, invece, troppe vittorie di misura e poco gioco. Infine, qualche preoccupazione anche per la Nazionale, tra infortuni e difficoltà. Servirà ritrovare condizione e qualità per affrontare gli impegni decisivi. In conclusione, si può ancora sperare in un buon finale di stagione per il Napoli, ma resta la sensazione di un'occasione persa e di una stagione che poteva essere molto di più"
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