Mercato e cessioni importanti
—La cosa bella è che non lo so che vuol fare De Laurentiis. Una volta che ho provato, un mesetto fa, solo a dire: “Ma il mister...”, mi è arrivato un “ma fatti i fatti tuoi” così gigantesco che sto ancora ridendo, e io mi sono messo a ridere ovviamente. “Ah oh, che vuoi fare? Il giornalista con me?”. Ed è così andata. Il mio goffo tentativo di carpire qualcosa è finito così, cominciato e finito nello spazio di un materno soffio. Non lo sa nessuno, ma manco nel Napoli. Ma rimane? Non rimane? Boh. Quando la gente mi ferma per strada, mia moglie mi guarda trasecolata. “Dottò, buongiorno, ma resta?”. Io faccio boh. E finisce la conversazione. “Ma che vi parlate in codice? Ma che so ste cose che tu per strada cammini, resta, boh, e fai questo?”. Una passeggiata di un'ora diventa un tormento, e così è. Io non lo so, perché dipende non solo da De Laurentiis, ma anche da Conte stesso. Che cosa prospetterà De Laurentiis a Conte, per esempio, su De Bruyne? Io non lo so. Resta De Bruyne? Io non lo so. So che per certo Lukaku ormai è ai titoli di coda, lo sa anche Conte, che si è risentito di Lukaku. So che Juan Jesus non verrà rinnovato. Sono le uniche due notizie certe che ho, per logica e per quello che vediamo. Spinazzola resta e sta trattando in questo momento. E' più facile che vada via che resti, però non è finita, è a scadenza. Anguissa? Boh. Lobotka, che ha una clausola, ha un contratto ancora per un po' di tempo, resta? Boh. So per certo che Rrahmani vogliono che resti, così come hanno un contratto lungo Di Lorenzo e Politano, che resteranno. Meret parte? Lo dice la stampa. Boh, penso di sì. Penso che vada via. È anche evidente che, visto che non è più il titolare in maniera chiara, vada via. Però di certezze in questo momento ce ne sono pochissime. Ve le dico le certezze: Juan Jesus e Lukaku out, Olivera e... riscattati sicuro. Basta. L'intenzione di prolungare... dicono che Rrahmani sia fatto, ma l'annuncio ufficiale non c'è stato ancora, e rinnovare McTominay è la priorità del club, ma lo apprendo dai colleghi che frequentano Castel Volturno, non dal Napoli. I miei colloqui col Napoli parlano di altro: centro sportivo, stadio, potenzialità future, i media. Parliamo molto di media. Dalla stampa e dagli amici della stampa che frequentano le segrete stanze di Castel Volturno e hanno anche un rapporto personale con Antonio Conte, poi apprendiamo altre cose.
Il futuro di Conte
—In questo momento Conte non lo sa se resta. Lui non lo sa, perché lo devo sapere io? Quello che pensa De Laurentiis non conta, perché se siedono e trovano un'intesa, e c'è un contratto in essere parecchio oneroso, che fa De Laurentiis? Scassa tutto perché vuole cambiare e regala 22 milioni di euro al conto del suo staff? Ma l'avete mai vista una cosa del genere di De Laurentiis in tanti anni? Dovrebbe impazzire, e quello è tutt'altro che pazzo, anzi è uno avveduto, è saggio, molto saggio. Quindi è tutto ancora da sapere. Boh, 50 e 50, anzi 51 che resta e 49 che no, perché c'è un contratto. E Conte ha parlato dopo Bologna che lui è l'allenatore del Napoli anche per l'anno prossimo. Da come ha parlato sembra che lui abbia intenzione di rispettarlo il contratto. Deve succedere uno scatafascio. Quindi le mie opinioni non hanno niente a che vedere col futuro di Conte. Perché l'incontro tra Manna, Conte e De Laurentiis è un punto interrogativo enorme. L'anno scorso era dato per sicuro partente. De Laurentiis disse: “No, ma quale partente? Deve parlare sempre con me”. E si sono parlati, e alla fine c'è stata la volontà di continuare. Nessuno a Torino... c'era gente che si era giocata le case, che ancora oggi giura che era fatta, fatta, fatta con la Juve. Figuriamoci quest'anno, che non c'è la Juve alle spalle e che ha un contratto in essere, e come ha parlato Conte sembra che resti. Quindi non è il futuro di Conte che orienta le mie parole.
"Il Napoli gioca male!"
—Io sono fortemente preoccupato di una cosa vera: che il Napoli gioca male. E per giocar male ho chiarito che non è un fatto estetico. Il Napoli non produce palle gol, non tira in porta, ma non tira in porta in maniera velleitaria, in maniera concreta, seria, che produca palle gol. Perché se il Lecce e il Verona strappano punti alla Juve, a Torino, e pure il Sassuolo, e Falcone e Montipò sono i migliori in campo e si mangiano 10 gol e prendono pali e traverse, è certo che la Juve è colpevole che non le ha vinte quelle partite, ma viva Dio, ha fatto 10 palle gol col Lecce, 10 palle gol col Verona. Poi una squadra che, non avendo il centravanti e non c'era ancora, ha dei limiti strutturali in attacco, si è incartata. Ma vedere il Napoli che a Parma non fa un tiro in porta, a Verona non fa un tiro in porta, col Como non fa un tiro in porta, con la Lazio non fa un tiro in porta, col Bologna, a parte la fiammata che ha portato al pareggio di Olivera, l'unica vera bella azione, perché il primo gol è fortuito, è un rimpallo sbagliato su una palla persa da Højlund che finisce a Di Lorenzo... Il Napoli ha fatto un colpo di testa con McTominay da calcio d'angolo. Punto. Io che faccio? L'opinionista libero. Io sono un cane sciolto da sempre e ringrazio il Napoli che non mi ha mai fatto una chiamata per dirmi “la devi smettere di criticare”. Ecco, questo è l'unico ringraziamento che mi sento di fare all'ufficio stampa e alla dirigenza del Napoli, che quando facemmo il contratto di partnership, ricordo ancora le parole di un grande dirigente del Napoli, importante, seduto di fianco a De Laurentiis, che disse: “Noi vogliamo le sue critiche e le accettiamo, perché lei non è mai preconcetto. Non vogliamo che lei sia il megafono del Napoli, perché non avrebbe senso. Non ci ascolterebbe più nessuno. Nessuno avrebbe voglia di sentirci, perché saremmo la cinghia di trasmissione del Napoli”. E loro non volevano una radio cinghia di trasmissione. Se la facevano da soli e si facevano la radio ufficiale del Napoli, avevano le potenzialità. Il Napoli in qualsiasi momento si può fare la propria radio. In qualsiasi momento, figurati se mancano i soldi e la disponibilità a De Laurentiis di potersi fare la radio. Nessuno mi ha mai fermato. Qualche volta mi hanno chiamato per chiedere conto di alcune mie affermazioni. Volevano dei chiarimenti, li ho dati, è finita lì. Cioè, sarò libero di pensare che a me, come gioca questo Napoli, mi preoccupa assai. Sarò libero di pensare che la campagna acquisti ispirata da Conte sia stata un fallimento. Sarò libero di pensare che noi in Champions non potevamo mai fare trentesimi, perfino dietro al Pafos, con un girone in cui c'erano Qarabag, Eintracht Francoforte, Copenhagen, PSV Eindhoven, che non è entrata nelle prime 24 e ci ha dato pure sei palloni. Sarò libero di pensare che 15 punti dall'Inter siano troppi, perché il Napoli era la cofavorita di questo campionato. Capisco che è successo di tutto, capisco che non si possono vincere scudetti di seguito, capisco tutto. Non abbiamo nessun obbligo di vittoria, ma di essere competitivi. Ma che fare secondi con 70 punti, che massimo possono essere 76, lascia parecchio l'amaro in bocca, soprattutto perché abbiamo visto un brutto, brutto, brutto Napoli, che ha preso un sacco di gol, 53 gol, e ne ha segnati solo 69 in stagione, di cui 54 in campionato. Sfondiamo il muro dei 60 gol, che è il minimo sindacale, eppure abbiamo speso 400 milioni in 2 anni, ne abbiamo incassati 200. Sì. E queste cose perché non devo dirle? Pur stimando Conte, pur dicendo che Conte rimanga, perché è una garanzia. Con Conte sei competitivo e io voglio vincere, sarò juventinizzato e m'ha preso il virus, non fa niente, ma io voglio vincere. Però c'è un limite di decenza nelle cose. In questo momento, per me, il Napoli è indecente. Mo lo chiamate astio, ve lo lascio. Questo pensiero per me è solo vedere che il re è nudo e dirlo ad alta voce".
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