Assolutamente sì. Ed è ciò che avverrà. La Procura FIGC chiederà le carte alla Procura di Milano e riaprirà l’istruttoria esattamente come avvenne nel 2023 dopo che il processo sportivo per le plusvalenze era stato chiuso in campo sportivo con l’assoluzione di tutti i club interessati, Juventus in testa.
L’emersione di un nuovo, imponente materiale probatorio dalle carte della Procura di Torino obbligò la Procura federale a celebrare un nuovo processo che si concluse con la penalizzazione della Juventus di 10 punti e la squalifica per 8 anni complessivi dei suo quattro dirigenti apicali, Agnelli e Paratici in primis.
Questo significa che l’Inter rischierebbe una penalizzazione in punti o addirittura la retrocessione in B come avvenne per la Juventus?
La risposta a questa domanda è impossibile. La giustizia sportiva del calcio italiano è diventata nell’era della lunga e mortale gestione Gravina una barzelletta (eufemismo); ogni malefatta è stata resa possibile per non dire incoraggiata e le sanzioni (vedi patteggiamento Juventus di 718 mila euro a sanare una montagna di gravi, svariati e reiterati illeciti, l’insabbiamento del caso Suarez, le squalifiche-farsa date agli scommettitori Fagioli e Tonali e via dicendo) sono state sempre palesemente ridicole.
Non si vede quindi perché l’Inter, sempre nel caso che un suo coinvolgimento nell’inchiesta Rocchi venga dimostrato, non possa ambire a cavarsela con un patteggiamento di facciata in accordo con la Procura di Chinè; se la Juventus se la cavò con una multa da 718 mila euro per una montagna di illeciti, l’Inter - fatte le debite proporzioni - potrebbe cavarsela con una multa di 7,18 euro".
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