Io conosco il mondo arbitrale poiché ci ho avuto a che fare. In passato ho difeso il Procuratore arbitrale Roberto D’Onofrio che, anche se fu implicato in vicende penali di assoluta gravità, fu anche un procuratore bravo e severissimo. Di lui ammiro il modo in cui faceva le indagini. Grazie alla sua inflessibilità, quando ci trovammo di fronte allo scandalo di “Rimborsopoli”, molti arbitri riuscirono a finire la loro carriera. Fu lui che mi fece vedere tutte queste denunce fatte dai vari dismessi di turno. Dobbiamo ampliare gli orizzonti e capire un po’ meglio il funzionamento della giustizia sportiva. Dopo che il Procuratore arbitrale è stato allontanato per noti motivi giudiziari, la norma è cambiata e le indagini sui componenti dell’AIA sono passate nelle competenze della Procura Federale, ovvero di Chinè. Dopo che ha svolto le indagini e ha interrogato i soggetti coinvolti, Chinè ha ritenuto di chiedere l’archiviazione del caso alla Procura del Coni, istanza che è stata accolta da quest’ultimo. Quindi, sul profilo meramente sportivo la vicenda è stata chiusa sia dalla FIGC che dal Coni. Le sue indagini riguardavano solo la denuncia avanzata da Rocca, gli altri elementi sono emersi successivamente e hanno comportato l’avviso di garanzia che poi è stato notificato a Gianluca Rocchi e al suo vice Gervasoni. Forse, ci sono altri fatti che non sappiamo e che non si limitano al solo caso di Rocca, ma questa indagine va avanti da anni. Dobbiamo valutare con attenzione questa vicenda e avere prudenza. Si parla di “scandalo” troppo facilmente, ma di ciò non ne vedo proprio.
Se l’avvocato di Rocchi decida di avvalersi della facoltà di non rispondere, è normale, lo fanno in molti poiché i soggetti devono rispondere di cose di cui hanno cognizione, altrimenti una risposta incompleta può costituire un fardello per tutto il processo. Denuncia di Croce? È una situazione imbarazzante. Non mi capisco come un collega abbia potuto avanzare una segnalazione simile dopo che non ha visto che oltre la gomitata di Bastoni è stato dato anche un rigore alla squadra che parteggiava. Mi sorprende ancora di più che un Pm non si sia fidato delle prove a suo carico, ma si sia avvalorato della denuncia di un singolo tifoso. Io spero che il giudice e il Pm abbiano ben altro a disposizione, documentazioni e elementi indiziari, che possano portargli a prendere decisioni così severe nei confronti dell’intera classe arbitrale poiché, se poni sotto indagine il designatore e il suo vice, vuol dire che tutta la classe arbitrale è sotto accusa".
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