Le durissime dichiarazioni del procuratore napoletano, intervenuto ai microfoni di TMW
Caso Esposito, l'agente Giuffredi tuona: "Giulini voleva fingere un litigio per venderlo"
Intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, l'agente Mario Giuffredi ha rilasciato alcune durissime dichiarazioni in merito al caso scatenatosi in casa Cagliari tra il presidente rossoblù Tommaso Giulini e Sebastiano Esposito, attaccante dei sardi nonché assistito del procuratore napoletano. Ecco, dunque, quanto affermato.
Esposito, l'ag. Giuffredi: "Giulini parla senza sapere! Ho già denunciato il ds Melis"
"Mi viene da pensare che se il Presidente Giulini non dovesse prendere le distanze da questo soggetto che ha usato un termine criminale nel mondo dello sport potrebbe condividere lo stesso pensiero. Dovrebbero intervenire il Presidente Malagò, la Lega di Serie A perché un dirigente che istiga alla violenza usando la parola estorsione non è meritevole di vivere in questo mondo. Nella mia vita mi sono difeso sempre da solo e senza fare un passo indietro quando penso di avere ragione, la terminologia usata da questo signore non offende ma solo me ma dovrebbe offendere tutti gli agenti italiani perché se fare una trattativa per un calciatore può permettere ad un dirigente di chiamarla estorsione vuol dire che tutti gli agenti fanno questo e siamo una categoria criminale. Questo signore parla senza sapere le cose, ho fatto almeno quattro-cinque incontri con i dirigenti del Cagliari, da Accardi e Catte a Giulini e lui non era mai stato presente. Ha vissuto lo 0% di questa trattativa, in tre anni che ho calciatori a Cagliari non l'ho mai visto. Vorrei ricordare a questo soggetto che la persona che ha accusato di avere un comportamento simile ad un'estorsione è la stessa che poco tempo fa ha portato nelle casse del Cagliari dodici milioni di euro e non gli ho certo sentito dire grazie. Parla dicendo che hanno fatto una proposta, io dico questo affinché i tifosi lo sappiano: il 30 luglio avevo un appuntamento con Giulini, Accardi e Catte e il 29 luglio alle 23.20 il Presidente Giulini mi ha chiamato cercando di convincermi che avremmo dovuto far finta di litigare davanti ai due dirigenti perché la sua intenzione era quella di vendere il giocatore a venti milioni e non voleva rinnovare. Voleva creare un teatrino in cui avremmo dovuto fare finta di litigare, le sue intenzioni non voleva farle sapere neanche ai suoi dirigenti. Detto questo ho già provveduto a denunciare il Signor Melis per diffamazione aggravata e a presentare la messa in mora per un risarcimento danni. Prima di parlare a vanvera Melis s'informasse sulla carriera di Mario Giuffredi che è partito da zero e se è arrivato dov'è vuol dire che ha messo serietà nel suo lavoro. A differenza sua che fa il direttore generale ma in realtà fa il sissignore. Questi signori devono capire una cosa: credo di avere le mie ragioni a tutela del mio assistito. Costi quel che costi non indietreggio di un passo. Ad ogni azione sconsiderata come le dichiarazioni di Melis risponderò botta su botta".
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