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calcionapoli1926 interviste Capello: “Il crollo delle italiane in Champions si spiega in tre modi”

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Capello: “Il crollo delle italiane in Champions si spiega in tre modi”

Capello Napoli
L'ex tecnico di Roma e Juventus ha rilasciato un'intervista in merito alla Gazzetta dello Sport
Bruno Stampa

Fabio Capello, ex allenatore nonché affermato opinionista, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport in merito alle debacle di Atalanta, Juventus e Inter in Champions League.

Capello: “Alla Serie A manca intensità. L’altra sera l’Inter si lamentava mentre il Bodo correva”

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"Tre chiavi: forza fisica, velocità nel giocare il pallone, continuità di gioco. E vale per tutte: Inter, Juve, Atalanta. Quando il livello si alza, le italiane soffrono. Se su tre partite prendi 10 gol vuol dire che sta mancando anche l’abilità italiana nel difendere. L’attenzione, il livello che i nostri difensori hanno sempre avuto. I numeri parlano. Bisogna capire il perché. Ma il livello delle squadre di club si riflette sulla Nazionale e viceversa: io sono convinto che l’Italia andrà al Mondiale, il reparto offensivo non mi dispiace, ma torno al tema precedente. Mancano difensori marcatori. L'intensità è un problema? Certo. L’altra sera l’Inter si lamentava mentre il Bodo correva, qui c’è sempre la scusante del contatto, della spintina. Colpe da condividere tra i giocatori che simulano e gli arbitri che abboccano. Se io mi butto a terra e vengo premiato, significa che tutto viene concesso. E in Europa non funziona così. Così ne risente anche la Nazionale, questo è il frutto di quello che abbiamo seminato negli ultimi anni. Una volta costruivamo difensori unici, oggi si chiede di giocare il pallone ma non sanno difendere. Impostano ma non coprono. E se c’è gente veloce e tecnica si va in grande difficoltà. L’errore è a monte: nelle scuole calcio vengono impediti i dribbling, si cancella la fantasia, si lavora solo sulla tattica senza migliorare la velocità. In Serie A i palloni saltellano, in altri campionati corrono via rapidi. La Premier League è un altro pianeta ed è da loro che bisogna rubare le cose giuste: contrasti, arbitri, forza, velocità. Oggi i più forti del mondo vanno in Inghilterra. E appena abbiamo qualcuno bravo ce lo portano via… Ma è il modo di pensare calcio che è sbagliato”.