Su Spalletti e il sogno per il futuro
—"È la scelta migliore che si potesse fare, con Mancini si erano perse spensieratezza e tranquillità. Luciano garantisce conoscenza, esperienza e crescita dei giovani. Ogni altro nome sarebbe stata una scommessa. Negli anni l'ho seguito, mi piace la sua filosofia e il suo cercare sempre di proporre qualcosa. Quando è stato a Napoli ci siamo incontrati più volte. Oggi il calcio cambia ogni anno, se non ti adegui e non ti aggiorni rischi di non essere credibile quando parli con i giocatori. Contatti con la Nazionale?No, perché se c'è la possibilità di avere allenatori con un'esperienza importante è giusto si pensi prima a loro. Ma non vorrei che l'avventura a Benevento diventasse un macigno per la mia carriera, perché poi vedo tanti tecnici che hanno fallito e continuano ad allenare. Penso a Benitez, Pellegrini, Schmidt... Siamo stati tutti in Cina, loro hanno fatto male dove io ho fatto bene. Il mio sogno nel cassetto? La mia ambizione è quella di allenare il Napoli, perché è un top club e la squadra per la quale ho sempre tifato. Vivendo lì, in questo periodo mi rendo conto che c'è un malcontento generale e ora tocca alla società dare all'allenatore che ha scelto la fiducia necessaria per risolvere i problemi il prima possibile".
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