L’ex attaccante del Napoli, Emanuele Calaiò, ha rilasciato un'intervista a Gazzetta.it per festeggiare una promozione a 44 anni con la Zeta Napoli, ma non perde di vista il cammino della squadra di Antonio Conte: "Non so se sono stati i suoi allenamenti, ma di sicuro ciò che mi ha trasmesso a livello mentale è stato importante. Con lui si lavorava tanto, ripeteva sempre ‘il lavoro paga’. Io dopo la stagione al Siena con lui ho vissuto di rendita nei successivi 4-5 anni, mi sono ritrovato il suo lavoro nelle gambe sul lungo periodo. Lo abbiamo visto con giocatori come Spinazzola e Juan Jesus a cui ha regalato una seconda giovinezza. Se ho ancora la passione e la voglia di allenarmi ogni giorno è anche merito suo".

interviste
Calaiò rivela: “Conte pensava allo scudetto dal primo giorno a Castel Volturno”
Le parole di Calaiò a Gazzetta.it
—Riguardo invece alle intenzioni del tecnico leccese sulla panchina azzurra, Calaiò ha dichiarato:"L’anno scorso Conte ha sempre detto ‘proveremo a dare fastidio e lottare per la Champions’. Vi assicuro che dal primo giorno in cui ha messo piede a Castel Volturno, Conte ha pensato solo allo scudetto. Dopo un decimo posto, ha deciso di dichiarare obiettivi abbordabili, ma ai giocatori ha detto di fare la storia". E ha aggiunto: "Nelle ultime partite prima dello scudetto diceva cose strane sugli arbitraggi, sull’Inter, ma solo per tutelare il gruppo e deviare l’attenzione. Poi alla fine si è dovuto sbilanciare e ha ammesso, ‘siamo in pista e si balla. Non ho voglia di accompagnare un morto", è stata una dichiarazione fortissima rilasciata da Conte nel corso della stagione, dopo Bologna-Napoli. E in tal proposito il 44enne palermitano ha dichiarato: "Ha voluto dare un segnale ai giocatori. In quel momento voleva che anche loro si assumessero delle responsabilità. Sono certo che la frase pronunciata pubblicamente era la stessa detta 10 minuti prima ai ragazzi negli spogliatoi. A fine partita se ha da sfondarli a parole, lo fa senza problemi. Il pregio del mister è che ciò che dice ai giocatori, lo dice anche in conferenza. Dei nomi dietro alle maglie non gliene frega niente".
© RIPRODUZIONE RISERVATA

