Come sta vivendo questo momento? "Dal punto di vista emotivo, io vivo il calcio così. Ho bisogno dell’ansia, della tensione: anche stanotte ho dormito 4 ore pur sapendo che probabilmente non avrei giocato. Ma è così che rendo. Ho sbagliato diversi passaggi oggi, ma quando è arrivata quella palla sul colpo di testa di Dossena lo sapevo già: sentivo che avrei fatto gol. Sono sensazioni che non si spiegano".
Cosa non è andato bene oggi nella fase offensiva? "Sulla fase offensiva: il problema non riguarda solo gli attaccanti. Il primo tempo non riuscivamo mai a trovare la misura giusta. Loro erano fortissimi centralmente, ci venivano addosso da ogni lato, e non è facile giocare così con l’uomo sempre alle spalle. Secondo me serviva sviluppare di più il gioco sugli esterni, per allargare le maglie della difesa e poi colpire dentro. Invece abbiamo insistito troppo per vie centrali, sbattendo continuamente contro il loro muro. Nel secondo tempo è andata meglio, ma serve di più: dobbiamo essere bravi a capire cosa succede durante la partita e avere un piano B quando il piano A non funziona. Abbiamo provato alcune soluzioni, ma ora dobbiamo consolidarle".
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