Cosa vi è mancato oggi? "Speravo che sto gol fosse come quello di Verona lo scorso anno. Abbiamo fatto fatica nell'approccio, si è notata subito la paura. L'espulsione ci ha dato energia, ma non l'abbiamo saputa sfruttare. Abbiamo preso una bella batosta. Dobbiamo prendere spunto da questo sconfitta".
Un commento sulla rivalità tra Livorno e Pisa? "La provocazione finale? L’ho vissuta con il sorriso: fa parte del clima tra pisani e livornesi, è una rivalità sana e genuina. Io da ragazzino vedevo il derby e per me Pisa-Livorno era Serie A anche se erano in C: una cornice bellissima".
Come sta vivendo questo momento? "Dal punto di vista emotivo, io vivo il calcio così. Ho bisogno dell’ansia, della tensione: anche stanotte ho dormito 4 ore pur sapendo che probabilmente non avrei giocato. Ma è così che rendo. Ho sbagliato diversi passaggi oggi, ma quando è arrivata quella palla sul colpo di testa di Dossena lo sapevo già: sentivo che avrei fatto gol. Sono sensazioni che non si spiegano".
Cosa non è andato bene oggi nella fase offensiva? "Sulla fase offensiva: il problema non riguarda solo gli attaccanti. Il primo tempo non riuscivamo mai a trovare la misura giusta. Loro erano fortissimi centralmente, ci venivano addosso da ogni lato, e non è facile giocare così con l’uomo sempre alle spalle. Secondo me serviva sviluppare di più il gioco sugli esterni, per allargare le maglie della difesa e poi colpire dentro. Invece abbiamo insistito troppo per vie centrali, sbattendo continuamente contro il loro muro. Nel secondo tempo è andata meglio, ma serve di più: dobbiamo essere bravi a capire cosa succede durante la partita e avere un piano B quando il piano A non funziona. Abbiamo provato alcune soluzioni, ma ora dobbiamo consolidarle".
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