Se dovessi dare un consiglio, secondo te cosa è più importante tra parlare, le letture difensive, l’uscita a palla, la corsa, l’agilità, l’esplosività e l’atteggiamento in campo? "Sicuramente l’atteggiamento è molto importante. L’atteggiamento ti permette di rendere al massimo: il fatto di essere sicuri di sé, di mostrare sicurezza, ti permette sia a te stesso sia ai compagni di dare il massimo. Poi ovviamente, da difensore, le letture sono importantissime, sempre in chiave sia individuale che collettiva di squadra, quindi per fare bene, giocare bene, ma nell’eventualità anche per dare una mano ai compagni che possono trovarsi magari in difficoltà in alcune situazioni. E poi ovviamente a questo si collega la parola, quindi parlare. E direi che poi l’uscita al piede, l’esplosività, la forza sono comunque tutte cose che si allenano, ma che si devono allenare poi in settimana, giorno per giorno, anno per anno, per riuscire a migliorare."
Se mi dovessi dire un allenamento specifico che fai per allenare una di queste caratteristiche, cosa fai in particolare? "Più che un allenamento di campo, è più un allenamento mentale. Nel senso che io cerco di guardare i video degli attaccanti quando devo affrontarli, e lo faccio per cercare di capire, uno, i movimenti che tendono a fare, cosa prediligono, se attaccare lo spazio, venire palla incontro, che livello di tecnica hanno, eccetera. Ma anche e soprattutto rispetto a questa cosa delle letture difensive, per vedere come gli passano la palla i compagni: questa è una cosa che guardo tanto, se tendono più a dargliela di prima, con passaggi di prima intenzione, e se tendono più a dargliela lunga. Questa è una cosa su cui cerco di fare molta attenzione."
Se dovessi guardare indietro magari a cinque anni, cosa non rivedi nel buongiorno di oggi a livello difensivo? Cosa dici: l’ho migliorato, lo vedo migliore, o questa cosa l’ho persa perché ne ho guadagnata un’altra? "Io credo di essere migliorato molto sotto l’aspetto tecnico, quindi con il gioco, con la palla, con i compagni. Ho lavorato molto nel corso degli anni con allenamenti, con allenatori. Andavo anche a fare allenamenti individuali quando ero più piccolino, quindi secondo me è stata una cosa in cui sono migliorato molto."
Ma anche durante l’anno facevi questi allenamenti individuali? "Esatto, anche quello. Facevo questi camp estivi, ma anche in realtà poi durante l’anno, magari o in settimana o poi il sabato o la domenica, quando potevo andavo a fare. Che io tra l’altro trovo assolutamente utili, anzi mi dispiaceva non poter fare di più perché non avevo tempo, ovviamente. Però sono stati assolutamente utili."
Com’è stato lo Scudetto? "È stato un momento incredibile, bellissimo, sia il durante, il prima, il dopo. Una serie di emozioni incredibili. Poi la festa che c’è stata a Napoli, la festa che abbiamo fatto tra di noi."
La cosa più bella, una che ti ricordi di più? "Difficile. La cosa più bella probabilmente è stata al fischio finale: è stata veramente un’esplosione di gioia, oltre al fatto che c’era la gente che ovviamente, sia all’interno del Maradona sia fuori con i fuochi d’artificio e tutto il resto, ci faceva sentire la propria vicinanza. È stato veramente un momento bellissimo: noi che corriamo tutti quanti in campo con gli scudetti giganti in mano, quello è stato proprio bello."
Come lo descrivi? "Potente."
Ma ti aiuta a capire come marcare gli attaccanti? "Sì, aiuta sia i difensori che gli attaccanti, i nostri per fortuna, ovviamente."
Rigore in Coppa Italia contro il Cagliari: hai aperto o chiuso? "Ho aperto."
Esordio con il Napoli: contro chi è stato e quando? "L’esordio con il Napoli è stato contro, se non sbaglio, Bologna"
Dimmi la tua carriera contando i prestiti di fila. "Torino. Poi sono andato al Carpi, poi ho fatto Trapani, poi sono ritornato a Torino e poi Napoli."
Nel tuo unico gol con il Napoli, contro il Cagliari, chi era quello davanti a te? "Luperto."
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