Il rapporto fra i due Paesi comunque è sembrato essere stato rafforzato dopo questa serata, non trova? "È importante sottolineare che quanto accaduto in campo non influisce in alcun modo sul rapporto che i bosniaci ed erzegovesi hanno con l’Italia e i suoi cittadini. Come ha dichiarato Edin Džeko in conferenza stampa: 'Per 90 minuti è stata una guerra, ora siamo di nuovo tutti amici'".
C'è sorpresa nel vedere l'Italia ancora fuori dal Mondiale? "Per molti in Bosnia ed Erzegovina sarà insolito guardare il Campionato del Mondo senza l’Italia, un paese che rappresenta l’essenza del calcio, ma che evidentemente sta attraversando seri problemi strutturali. Nonostante l’enorme talento, il calcio italiano attualmente non riesce a esprimere il massimo del suo potenziale. Lasciami aggiungere una cosa".
Prego. "Dall’altra parte, anche la Bosnia ed Erzegovina affronta numerose difficoltà, ma in questi 90 minuti di spareggio ha mostrato di più, abbastanza per meritare la qualificazione al Campionato del Mondo".
Ora in Italia c'è aria di rivoluzione ad ogni livello... "Forse l’assenza dal Mondiale sarà anche un punto di svolta per l’Italia, un momento che costringerà i vertici del calcio italiano a intraprendere cambiamenti profondi e necessari. Perché, da questo punto di vista, è difficile immaginare che il calcio italiano possa scendere ancora più in basso dell’attuale livello".
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