È un problema di fiducia. Noa Lang entra e si fa ammonire perché è nervoso, perché entra sul 2-0. Neres non ha toccato un pallone. La gente che non si sente coinvolta, non rende. Vedete nel Bologna: turnover continuo con una rosa che è infinitamente inferiore al Napoli. Pensate che il Napoli ha speso oltre 30 milioni per Noa Lang, ma entra e non incide. Ne ha spesi 28 per Neres, ma entra e non incide. Cambiagi, che l'hanno preso a quattro spiccioli, due fave e tre noccioline, entra e incide. Perché sono coinvolti, tutti. E allora ha ragione Conte: la colpa è sua, principalmente sua, come i meriti sono stati i suoi. Nello scudetto l'anno scorso, tantissimi meriti; ma quando si tratta di gestire la doppia competizione e un gruppo ampio, va in difficoltà.
Conte ha paura che questo gruppo si sciolga, ma è lui il leader, è lui che deve trovare una soluzione e coinvolgere i calciatori. [...] Forse bisogna aspettare la catastrofe per avere un moto di orgoglio tipo Napoli-Inter. C'eravamo illusi di aver ritrovato il Napoli; in realtà, quella è stata la miglioria prima della morte, perché in questo momento a Napoli l'encefalogramma è piatto".
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