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Biasin: “Io amo Napoli, mai criticato Sal Da Vinci. Male le italiane in Champions”

Sara Ghezzi
Le parole del giornalista

Nel corso della trasmissione A pranzo con Chiariello in onda su Radio CRC è intervenuto Fabrizio Biasin. Il giornalista ha voluto chiarire la sua posizione su Napoli e sull'artista Sal Da Vinci. Inoltre ha commentato anche il calcio giocato ponendo attenzione sull'avventura delle italiane in Champions. A seguire le sue parole.

Biasin: "Io amo Napoli, mai criticato Sal Da Vinci. Male le italiane in Champions"

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Su Napoli e Sal Da Vinci: "Io amo Napoli, sono persino un napoletano d’adozione, al di là della mia fede calcistica. Mi sembra allucinante che io debba anche ribadirlo. La settimana scorsa ho scritto articoli su articoli in favore di Sal Da Vinci e mi sono ritrovato ad essere il suo nemico. Vi invito ad andare a leggere gli articoli che ho scritto in precedenza e che ho scritto prima del Festival di Sanremo. Non mi sono mai schierato contro la vittoria del cantante napoletano. La domanda che mi sono posto in generale è la seguente: La proposta musicale di questa edizione del Festival in globale è stata una buona proposta rispetto a quella dell’edizione precedente? Secondo me abbiamo fatto un passo indietro. Questo non c’entra con Sal Da Vinci che è stato bravissimo, ma di tutte le canzoni in gara".

Sulle italiane in Champions: "Tutte le volte si fanno confronti che hanno poco senso. Sia Inter che Napoli hanno fatto una brutta figura in Champions. Il Napoli è arrivato al 30esimo posto su 36 avendo una rosa e una squadra costruita molto bene dalla sua proprietà nel corso della campagna estiva del calciomercato a dispetto di tutti gli infortuni patiti questa stagione e che hanno condizionato l’andamento della stagione. Il Napoli poteva fare meglio rispetto alle sue potenzialità. L'Inter ha giocato e perso anche malissimo una finale la passata stagione e aveva il dovere di arrivare almeno agli ottavi contro una squadra alla sua portata come il Bodo Glimt".

Sul calcio italiano: "Io credo che si sono create delle dinamiche dialettiche che ci dicono ogni volta che l’Italia è un disastro in Europa e il calcio italiano è indietro rispetto alle altre nazioni. Quando l’Atalanta stava per uscire dalla Champions tutti parlavano di disastro, dopo l’Italia sembrava che esistesse ancora. A livello delle singole realtà in Italia, i club funzionano e riescono ad andare avanti, nonostante i limiti economici e il fatto che quest’anno non faranno molto strada. Negli ultimi anni sono state disputate delle finali e vinte delle coppe. Il problema è il sistema che c’è intorno. Il nostro limite è che le assemblee di Lega diventano assemblee di condominio dove al posto di trovare soluzioni comuni, facciamo casini generali e creiamo altri problemi".