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interviste

Behrami: “Scudetto? Se il Napoli sarà primo in un momento preciso della stagione…”

Bruno Stampa
Le dichiarazioni del doppio ex e noto commentatore TV al Mattino nel giorno di Napoli-Udinese

E' il giorno di Napoli-Udinese e Valon Behrami, doppio ex del match che chiude il programma domenicale della ventiquattresima giornata di Serie A, ha rilasciato un'intervista al Mattino.

Behrami: "Se il Napoli sarà primo il 6 aprile vincerà lo Scudetto, Conte non molla mai"

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"Ho studiato il calendario. Se il Napoli sarà primo il 6 aprile, poi vincerà il titolo. Non vedo come possa calare la tensione con partite sulla carta dove parti sempre favorita. E poi c'è Conte che non lo permetterebbe alla squadra: piuttosto ribalta lo stadio. Certo, fino a quel giorno ha ancora scontri diretti e insidie. Ma la sensazione che ho del Napoli di oggi è quella di una squadra molto forte. Me lo aspettavo? No. Così come non mi aspettavo questo Conte così evoluto. Conte è un allenatore che non trova compromessi in se stesso. Vuole il massimo anche quando la squadra non è da sogno. Non so dove trova la fame per andare ad evolversi ancora. C'è spazio per una terza incomoda nella lotta scudetto? No, sarà una corsa punto a punto. Inzaghi, per come lo conosco, penserà alla Champions ma senza mettere da parte lo scontro con Conte. Antonio, invece, non molla mai. Lo scontro diretto di marzo sarà fondamentale". 

Sul paragone Spalletti-Conte e le analogie tra la stagione dello scudetto e quella attuale

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"A Napoli o prendi un comandante o fai fatica. Ci sono troppi fattori ambientali che ti possono portare dalle stelle alle stalle. È una città nella quale senti l'umore della gente, ti svegli la mattina e capisci se il Napoli ha vinto o ha perso. Da giocatore non sempre hai la sensibilità per capire il momento. Se invece hai un comandate che si mette davanti, è lui il leader e tu devi fare solo il calciatore in campo. Fuori ci pensa lui. Seguire quella linea a Napoli è fondamentale. Se ascolti solo una voce e quella voce ti convince perché ne hai piena fiducia, il discorso cambia. Il comandante si prende gli alti e i bassi. Analogie tra questo Napoli e quello che ha vinto il terzo scudetto? Con Spalletti c'era l'incoscienza e la voglia di diventare vincenti trascinati dall'entusiasmo e dallo spettacolo. Questa è una squadra più pragmatica, segue alla lettera quello che vuole l'allenatore e ha dentro una mentalità vincente. Quando giochi a 150 all'ora è difficile che ti vengono a prendere. Vedo una squadra in totale controllo a livello tecnico e mentale della partita. A questo Napoli basta una situazione di gioco per chiudere i conti, perché si muovono tutti in maniera perfetta".

Sul mercato

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"Questo gruppo adesso è primo e gioca una volta a settimana, se porti un top player, che magari ha anche uno stipendio astronomico, quasi delegittimi quello che hanno fatto fino a ora e fai porre dei dubbi ai giocatori: "Non si fidano di me?". È chiaro che la gente voglia il super nome ma se non riesci a prenderli meglio restare così. L'unica paura è quella di un ipotetico infortunio".


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