“Non nascondo che, a seguito della seconda lettera, ho ricevuto una telefonata martedì mattina da parte del presidente De Laurentiis che annunciava di volermi illustrare da remoto il suo piano industriale. L’incontro si è svolto giovedì sera, è durato più di un’ora e io ho ribadito la mia posizione. La presenza a Bari di Grassani che dice quelle cose mi è sembrata un’inutile e vergognosa provocazione, l’ho ripetuto a De Laurentiis: ha risvegliato in noi quello che sembrava già acclarato, visto che il presidente Gravina mi ha confermato di persona che non ci sarà alcun tipo di proroga".
"A seguito di quella provocazione, ho inviato una lettera ai due candidati alla presidenza della FIGC. un piano industriale che tenga conto della vendita entro il 2028, un nuovo management che abbia come obiettivo quello della vendita e la trasparenza di tutta questa operazione nei confronti della città. Ho proposto di individuare un comitato di personalità della città che possa essere informato costantemente, un comitato che possa essere indicato dalla città e non scelto dai De Laurentiis. Non sono disposto ad accontentarmi di parole, ho bisogno di fatti concreti. Il presidente mi ha sempre detto di essere in contatto con fondi internazionali, ma alla fine siamo sempre fermi a queste parole. Siamo a poche ore dalla deadline, attendo risposte concrete: sono preoccupato perché la responsabilità di questo atto è solo del sindaco, ma io sono pronto ad assumermi le mie responsabilità, anche quando dovessi trovarmi in situazioni difficili. Si tratta di rispettare il cuore e la passione della città”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202606/516cc1bca2d2ac2b1294e6a56afd43fd-scaled.jpg)