Sugli inizi della sua carriera: "Il percorso di Ayyoub Bouaddi lo rende un predestinato. A 16 anni e 3 giorni il tecnico del Lille di allora, Paulo Fonseca, lo schiera titolare nella partita di Conference League (0-0) contro il KÍ Klaksvík. Un anno più tardi (2024) debutta in Champions con lo Sporting Lisbona ma è con il Real Madrid che ha il suo battesimo del fuoco: gioca 90 minuti e impressiona (anche) i blancos che escono sconfitti (1-0).
In quella edizione della Coppa ne saggiano le qualità anche la Juventus e il Bologna mentre l'anno scorso (ma in Europa League) pure la Roma toccò con mano l'abilità del centrocampista dotato di piede buono, struttura fisica (è alto 185 cm) e visione di gioco. A tutti dà la stessa impressione: trovarsi di fronte a un calciatore con la "testa da vecchio" rispetto all'anagrafica".
Sul suo valore di mercato, che interessa anche il Napoli: "La personalità con la quale ha gestito se stesso e la palla in un contesto non certo facile per un giovanotto di belle speranze rappresentano un boost per il valore di mercato di Bouaddy. Ma forse, per quanto visto, è anche riduttivo definirlo semplicemente un talento.
Il ragazzo costa (anzi, costava…) 50 milioni secondo Transfermarkt: chi volesse farci un pensiero, anche alla luce del contratto che lo lega al LOSC fino al 2029, adesso deve mettere in conto un salasso per prenderlo. Almeno 80 milioni, fa sapere il club che al di sotto di quell'importo non si siede a discutere".
Sulle sue caratteristiche tecniche: "Bouaddi calcia di destro e il modo in cui usa quel piede e tratta la palla (come si dice in gergo) è stato croce e delizia per Davide Ancelotti, per ora impegnato col Brasile perché nello staff di papà Carlo ma a Mondiale finito sarà allenatore in carica del Lille. E lì ragionerà direttamente con il ragazzo che ha sportato spasso i verde-oro apparsi compassati e incapaci di reggere il passo (anche) con il marocchino.
Non ha mai buttato via la sfera né rischiato la giocata. Non ha cercato colpi a effetto ma scelto sempre la soluzione migliore per la quadra a seconda della situazione. S'è mostrato calmo a sufficienza e abbastanza scaltro da cavarsela nei momenti più difficili quando il Brasile ha provato ad alzare la pressione e i giri del motore. Ayyoub era lì, a calcolare prima la cosa giusta da fare trasformando i sudamericani in termini algebrici: il risultato è nelle giocate lette in anticipo, nella postura mai improvvisata e nell'autorevolezza del modo di stare in campo".
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