Nell'intervista del centrocampista tanti riferimenti alla vecchia esperienza partenopea

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Largo Maradona cambia volto, meglio prima o dopo? Le reazioni dei tifosi VIDEO

L'ex calciatore azzurro, ora all'Atalanta Eljif Elmas, ha rilasciato un'intervista al Corriere di Bergamo. Tanti i temi trattati dal calciatore, soprattutto sulla sua vecchia esperienza al Napoli.

Le parole di Elmas sulla sua vecchia esperienza al Napoli

I suoi genitori la sostenevano? «Nella mia famiglia nessuno mi portava agli allenamenti, andavo da solo in bici o in pullman. Poche volte mi hanno accompagnato mio padre e mio nonno, non avevano tempo. Ma a loro piaceva vedere le partite, in Macedonia trasmettevano la Serie A e lì è successa una cosa strana».

Quale? «Mio padre vedendo quelle gare s’innamorò di Maradona e io più tardi sono finito proprio al Napoli e ci sono rimasto ben 7 anni: ho sempre detto che era destino».

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Se non avesse fatto il calciatore avrebbe fatto il traduttore, vista l’abilità nelle lingue? «In tre mesi a Napoli ho imparato l’italiano, in tre mesi in Olanda a 13 anni l’inglese. Imparo veloce: a Napoli, invece che partire dalla grammatica come gli altri, chiedevo al professore di fare conversazione. Da piccolo però facevo boxe e kick-boxing, mi sarei visto bene anche su quella strada».

Cosa l’ha colpita di più di Bergamo? «Vivo vicino al centro, è molto diversa da Napoli, ma i tifosi sono calorosi, gentili: mi sono sentito accolto. Città Alta è bellissima e si mangia del gelato buonissimo: io che amo i dolci, mi sento a casa».

A Lipsia nel 2024 ha vissuto un’annata difficile, come ne è uscito? «Un anno difficilissimo, sì, ma nella vita capitano gli ostacoli. Ho lavorato comunque duramente perché mi dicevo “quando ce la metti tutta e sai che meriti qualcosa di più e non te lo danno, arriverà”. E così poi è stato, tra l’esperienza al Torino, di nuovo al Napoli e ora all’Atalanta. A Lipsia ho capito che non basta lavorare una volta al giorno, devi fare sempre di più e credere in te stesso anche quando gli altri non lo fanno. Mentalmente ero più forte: mi dispiace per loro che non l’hanno capito».

Nel Napoli invece ha lavorato con Spalletti. «Con lui ho un rapporto speciale, ci sentiamo spesso. Non è facile capirlo, devi essere intelligente ma noi ci siamo capiti subito e sono contento di rivederlo».

Lei in Italia col Napoli ha vinto tutto, scudetto, Coppa Italia, Supercoppa. Dove arriverà l’Atalanta? «Ha tanta qualità e gente seria, serve pazienza per il cambio di sistema. Io la vedo forte, ma nei prossimi mesi diventerà ancora più forte».

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