Le parole dell'ex calciatore sul tecnico italiano

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Castel di Sangro, day 11: gli highlights della seduta d’allenamento pomeridiana - VIDEO

Ashley Young, ex calciatore, è intervenuto ai microfoni dell'High Performance Podcast, dove ha parlato dei famosi metodi di allenamento di Antonio Conte, ma non solo. Di seguito le sue parole, riportate dalla nostra redazione: "Capitava di arrivare alle 9 del mattino, fare colazione e poi, prima di uscire per allenarci alle 11, chiedere a uno dei collaboratori: «È pronto?». Lui non lo era, quindi uno dei team manager andava a controllare e tornava dicendo: «Bene, il mister vuole che pranziate alle 12 e poi riposiate; ci alleneremo alle 14». Noi giocatori ci guardavamo l'un l'altro pensando: «Siamo qui dalle 9 del mattino. Ma era soltanto uno dei suoi test per mettere alla prova il gruppo, per vedere se qualcuno andasse a bussare alla sua porta a protestare o gli rispondesse male. C'erano diversi giocatori esperti che erano lì da tempo e avrebbero voluto affrontarlo per dirgliene quattro; alla fine lo hanno fatto, e sono stati gli stessi che sono stati fatti fuori poco dopo. Il punto di svolta arriva quando i giocatori iniziano a capire che è troppo. I giocatori vanno in crisi, gli infortuni si moltiplicano e persino alcuni membri del suo staff non condividono il suo operato. I giocatori si confrontano, fanno gruppo; alcuni hanno più peso di altri e, nei vari club, arrivano a scavalcare l'allenatore rivolgendosi alla dirigenza per dire: «Adesso è troppo». Ricordo le riunioni: se avevamo perso una partita, la rianalizzavamo per intero. Ogni due minuti interrompeva il video e chiedeva: «Perché hai fatto questo? Perché hai fatto quello?». Restavamo in sala riunioni per tre ore e mezza. La soglia di attenzione di un calciatore, probabilmente, è di circa 10 minuti. Perdeva l'attenzione della squadra: c'erano giocatori che si addormentavano davvero durante le riunioni. Era un disastro".

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