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SAVIGNANO SUL RUBICONE, ITALY - MAY 08: Luigi Apolloni head coach of Parma during the Serie D match between Parma Calcio 1913 and Sammaurese ASD at Stadio Macrelli on May 8, 2016 in Savignano sul Rubicone, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)
Nel corso di Un Calcio alla Radio su Radio Napoli Centrale è intervenuto l'ex difensore del Parma Luigi Apolloni, che ha analizzato i problemi dell'Italia e ha raccontato un aneddoto su Maradona.
"Sicuramente il Napoli ha rimpianti per l'assenza dei giocatori più importanti. Però devo dire che Conte e la società sono stati bravi, hanno dato una continuità e stanno raggiungendo l'obiettivo. Poi il rientro dei leader è un valore aggiunto. Oggi esiste lo stopper nel calcio moderno? C'è il difensore centrale, che ormai è diventato un regista. Ai tempi del Parma, io facevo il braccetto di sinistra nella difesa a 3. Già lì si vedeva l'impronta del calciatore che avremmo visto oggi. Ero più deputato a occuparmi delle marcature preventive. Riuscivamo a uscire palla al piede, avevamo geometrie che mettevano in difficoltà. Come bisogna ripartire dopo l'eliminazione dell'Italia dal Mondiale? Il calcio italiano ai miei tempi era più ricco, arrivavano Platini, Boniek, Maradona, Zico, Van Basten...C'era l'ossatura italiana, con uno straniero. Gli stranieri se sono forti ben vengano. Già all'epoca quando c'erano i Del Piero, Maldini, i Nesta, gli Albertini, erano tutti giocatori forti. Bisogna trovare soluzioni per obbligare a giocare con un minimo di giocatori italiani. E poi servono stranieri sì, ma forti. Una volta c'erano i blocchi: quello della Juve o quello del Milan che davano una grossa mano alla Nazionale. Il CT è un selezionatore, deve mettere insieme a proporre proprie idee valorizzando ciò che ha a disposizione. Ora prende un giocatore da una squadra, uno dall'altra e c'è un lavoro più lungo. E un'altra cosa importante è che allora bisognava pedalare parecchio. Ora i Mancini, i Bastoni si guardano indietro e non c'è competizione. La competizione aiuta a crescere. Se l'Italia non è al Mondiale per la terza volta di fila è anche dovuto ad altre componenti importanti. Cuesta? Mi ha impressionato positivamente, si è italianizzato subito. Ha improntato la squadra sulla difesa, è chiaro che deve migliorare. Ha fatto un grandissimo campionato per i mezzi che ha. Cura molto i particolari, ho visto i suoi allenamenti, è bravo a trasmettere messaggi ai calciatori. Non avendo avuto esperienze in prima squadra, devo dire che si è impegnato alla grande. Adesso la società ha il dovere di confermarlo. In un match saltai Maradona? Sì, non era un tunnel, fu una giocata istintiva. Quell'azione fu istintiva, con la coda dell'occhio lo vidi, avrebbe capito che tipo di giocata avrei fatto, così me ne andai via di tacco. Di Maradona non posso che parlarne bene, ho un ricordo particolare di Diego. C'era il premio partita a metà anni '80 e inizio anni '90, in quel periodo il Napoli aveva tanti infortuni durante gli allenamenti si raccoglievano giocatori dal vivaio. A fine partita il capitano andava a recuperare i soldi del premio che dava ai giocatori. Il capitano del Napoli li stava dando ad alcuni calciatori, ma Maradona fermò il capitano per concedere quel premio ai giocatori delle giovanili, perché era merito anche dei ragazzini se il Napoli vinse quella partita".
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