Ed è qui che continuo a porre una domanda semplice a Rocchi: com’è possibile che chi sbaglia contro l’Inter venga di fatto allontanato dalle gare dei nerazzurri, mentre per le altre non vale la stessa regola? Qual è il criterio? Perché io lo dico con franchezza: se fossi un arbitro, non sarei sereno e avrei timore di sbagliare contro l’Inter. E i precedenti parlano chiaro.
Lo stesso Mariani, dopo quello che secondo una certa narrazione sarebbe stato un errore a favore del Napoli contro l’Inter, venne fermato per oltre 30 giorni. La Penna, invece, dopo aver sbagliato a favore dei nerazzurri con l’espulsione di Kalulu contro la Juve, se l’è cavata con appena un turno di stop, poi una doppietta in Serie B e il ritorno in Serie A nel giro di tre settimane.
E allora la sensazione è semplice: se sbagli contro il Napoli non hai molto da temere, se sbagli contro l’Inter il discorso cambia eccome. Ma c’è di più. Perché ancor più grave è la designazione di Marini al VAR, un nome che richiama una lunga serie di episodi contro il Napoli. In Verona-Napoli, è lui l’uomo VAR nell’episodio del rigore concesso agli scaligeri per il tocco di mano di Buongiorno, spinto da Valentini, ed è ancora lui protagonista nel gol annullato a Hojlund per un presunto fallo di mano che non c’era.
In Napoli-Inter del 3 dicembre 2023, Marini al VAR non segnala il netto fallo di Lautaro su Lobotka, da cui nasce poi l’azione del gol di Calhanoglu. In Inter-Napoli del 10 novembre 2024, sull’1-1, viene assegnato un rigore molto dubbio all’Inter per il contatto tra Dumfries e Anguissa. Anche in quel caso Marini, al VAR, non interviene. In Napoli-Inter del 1° marzo 2025, ancora una volta non rileva i falli di mano in area di Dumfries e Mkhitaryan. E poi c’è Parma-Napoli del 18 maggio 2025: ancora Marini in sala VAR, ancora lui protagonista nella revoca del calcio di rigore concesso da Doveri per il fallo su David Neres, andando a recuperare immagini poco chiare per ipotizzare un inesistente fallo precedente di Giovanni Simeone.
Insomma, Marini torna con una costanza impressionante nelle partite del Napoli, e anche su questo continuo ad aspettare spiegazioni. Ma il punto, ormai, è ancora più profondo. Cosa spinge Rocchi a tutelare una squadra più di un’altra? Perché se la tutela fosse davvero uguale per tutti, certe differenze nelle valutazioni, negli stop e nelle designazioni non si spiegherebbero. Se per il Napoli venisse adottato lo stesso criterio Marini doveva avere la preclusione per gli azzurri e Mariani non avremo dovuto vederlo più fino a fine stagione. Quando gli errori vengono pesati in modo diverso a seconda della maglia coinvolta, il dubbio non solo è legittimo: diventa inevitabile. Io continuo ad attendere chiarimenti da Rocchi. Perché anche questa volta, francamente, le scelte lasciano più di una perplessità!".
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