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calcionapoli1926 interviste Milan, Allegri sui fatti di Inter-Juve: “Bisogna che il VAR arrivi all’oggettività”

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Milan, Allegri sui fatti di Inter-Juve: “Bisogna che il VAR arrivi all’oggettività”

Milan, Allegri sui fatti di Inter-Juve: “Bisogna che il VAR arrivi all’oggettività” - immagine 1
A distanza di una decina d'anni, il tecnico toscano ribadisce la propria opinione riguardo l'utilizzo della tecnologia nel calcio
Alex Iozzi

Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, ha tenuto la consueta conferenza stampa pre-partita alla vigilia della sfida con il Como, valevole per il recupero della 24ª giornata del campionato 2025/26 di Serie A e il cui fischio d'inizio è fissato per le 20:45. Nel corso del confronto con i giornalisti, il tecnico rossonero ha risposto, mediante le seguenti dichiarazioni, a una serie di domande a tema arbitri, con focus sul Derby d'Italiadisputatosi sabato scorso (e che ha visto la banda Chivu trionfare con il risultato di 3-2).

"Il VAR deve intervenire quando ci sono situazioni oggettive", Allegri non cambia pensiero sulla tecnologia nel calcio rispetto a quando allenava la Juventus

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Come ha vissuto l'ultimo weekend da uomo di calcio? "Hanno già parlato in tanti, quindi inutile continuare a farlo noi. Dobbiamo tenere le energie su di noi, non sprecarle su quello che succede agli altri. Non bisogna farsi distogliere da situazioni che nel calcio ci sono sempre state. La cosa più importante è che ci siano persone di competenza che lavorino per migliorare le cose oggettive del VAR, perché quelle non sono opinabili. Per noi l'importante sono la partita di domani e i punti".


Serve professionalizzare gli arbitri? "Io non so se serva professionalizzare gli arbitri o meno. Il campionato nostro è bellissimo, queste cose ci sono sempre state e ci saranno. Bisogna domandarci se sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o le decisioni degli arbitri. Invece di andare ad analizzare un giocatore o un allenatore, ci focalizziamo sugli arbitri. Togliere pressione agli arbitri sarebbe importante: si è abbassata l'età degli arbitri e per loro non è assolutamente facile. Ci sono tante pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione di vita o di morte economica. Noi dobbiamo rimanere lucidi sull'obiettivo finale, tutto passa da lì".

Come risolvere il problema simulazioni? "Il calcio è diventato velocissimo, per l'arbitro non è facile. La velocità della palla, del gioco e la fisicità dei giocatori è diversa da 30/40 anni. fa. C'è da migliorare il VAR e trovare delle soluzioni, come sicuramente staranno facendo, e non è che le trovi in un giorno. Cerchiamo di arrivare all'oggettività. Secondo me, una cosa che va assolutamente cambiata è quando c'è un fuorigioco e l'azione sfocia in calcio d'angolo: in quel caso, il calcio d'angolo non può essere assolutamente dato. Le simulazione si basano sulla soggettività dell'arbitro, lì non ci si può fare niente. Io faccio fatica a fare la formazione, figuriamoci se posso dire cosa deve fare il VAR. Il gioco del calcio non è facile spiegarlo, non possiamo indottrinare tutti. È bello perché il più debole può battere il più forte. Quello che è successo sabato dispiace a tutti, ma penso che i più dispiaciuti siano i protagonisti".

L'episodio di sabato le ha ricordato quello del gol di Muntari nel 2012? "Il gol di Muntari era una roba di oggettiva. Quello scudetto, però, non l'abbiamo perso per il gol di Muntari, l'abbiamo perso dopo: un episodio ti condiziona una partita, non un campionato. Quel gol era oggettivo, ma non l'abbiamo perso per quell'episodio lì. In generale, dobbiamo decidere se il VAR può intervenire... L'oggettività nel tennis è se la pallina è dentro o fuori. Lasciamoli lavorare, tra qualche anno magari funzionerà sicuramente meglio. Indietro non si deve tornare, bisogna avere un pochino di pazienza".