Serve professionalizzare gli arbitri? "Io non so se serva professionalizzare gli arbitri o meno. Il campionato nostro è bellissimo, queste cose ci sono sempre state e ci saranno. Bisogna domandarci se sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o le decisioni degli arbitri. Invece di andare ad analizzare un giocatore o un allenatore, ci focalizziamo sugli arbitri. Togliere pressione agli arbitri sarebbe importante: si è abbassata l'età degli arbitri e per loro non è assolutamente facile. Ci sono tante pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione di vita o di morte economica. Noi dobbiamo rimanere lucidi sull'obiettivo finale, tutto passa da lì".
Come risolvere il problema simulazioni? "Il calcio è diventato velocissimo, per l'arbitro non è facile. La velocità della palla, del gioco e la fisicità dei giocatori è diversa da 30/40 anni. fa. C'è da migliorare il VAR e trovare delle soluzioni, come sicuramente staranno facendo, e non è che le trovi in un giorno. Cerchiamo di arrivare all'oggettività. Secondo me, una cosa che va assolutamente cambiata è quando c'è un fuorigioco e l'azione sfocia in calcio d'angolo: in quel caso, il calcio d'angolo non può essere assolutamente dato. Le simulazione si basano sulla soggettività dell'arbitro, lì non ci si può fare niente. Io faccio fatica a fare la formazione, figuriamoci se posso dire cosa deve fare il VAR. Il gioco del calcio non è facile spiegarlo, non possiamo indottrinare tutti. È bello perché il più debole può battere il più forte. Quello che è successo sabato dispiace a tutti, ma penso che i più dispiaciuti siano i protagonisti".
L'episodio di sabato le ha ricordato quello del gol di Muntari nel 2012? "Il gol di Muntari era una roba di oggettiva. Quello scudetto, però, non l'abbiamo perso per il gol di Muntari, l'abbiamo perso dopo: un episodio ti condiziona una partita, non un campionato. Quel gol era oggettivo, ma non l'abbiamo perso per quell'episodio lì. In generale, dobbiamo decidere se il VAR può intervenire... L'oggettività nel tennis è se la pallina è dentro o fuori. Lasciamoli lavorare, tra qualche anno magari funzionerà sicuramente meglio. Indietro non si deve tornare, bisogna avere un pochino di pazienza".
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