Ho provato una grande felicità, perché c’erano mia madre e il mio agente allo stadio per supportarmi. Era la mia prima partita al Maradona ed è stata una sensazione incredibile segnare con una maglia così importante e sono felice di aver potuto aiutare la squadra a conquistare il pareggio in quella partita. E' stata una grande sensazione perché dopo aver segnato lo speaker ha urlato il mio nome e tutti i tifosi hanno fatto lo stesso. Quello è stato il momento in cui ho sentito di avercela fatta e di aver realizzato un sogno, spero quello sia stato il primo di tanti gol in maglia azzurra.
A chi mi ispiro? Mi sono sempre ispirato a Neymar e Ronaldinho, guardavo le loro partite e prendevo ispirazione dalle loro giocate. Una cosa che mi accomuna a loro è la posizione in campo.
Il mio sogno da bambino? Quello di diventare calciatore e l’ho realizzato, poi conquistare grandi successi nella mia carriera e arrivare in grandi club come quello in cui sono ora, il Napoli. Ho un altro sogno da realizzare, ovvero quello della Nazionale brasiliana, dovrò lavorare molto per riuscirci ma nulla è impossibile e spero nella convocazione.
Il mio arrivo? E' stato un po’ faticoso perché avevo giocato il giorno prima e non avevo un volo diretto da Lisbona a Napoli per cui ho dovuto fare un viaggio di 6 ore, da Lisbona a Madrid e poi verso Roma, dove ho svolto le visite mediche, abbastanza impegnative considerando che avevo giocato poche ore prima. E' stato molto stancante ma credo che sia una stanchezza che tutti vogliano provare per venire a giocare a Napoli, per cui sono grato a Dio per essere qui. Sia club che tifosi mi hanno accolto molto bene, la città è molto bella, i napoletani sono ospitali come noi brasiliani e mi sono subito sentito a casa per cui l’impatto è stato molto buono per me".
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