Le parole del Ministro dello Sport a La Repubblica
Zazzaroni: "Sentenza sbagliata, Acerbi ha realmente detto quelle cose!"
Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, ha rilasciato un'intervista ai microfoni de La Repubblica in cui ha prospettato l'idea di una "Carta dei Doveri" per i calciatori soffermandosi anche sul caso Acerbi.
Abodi su Acerbi
"Cosa sarà la Carta dei doveri che i tesserati dovranno sottoscrivere? Al momento della firma degli accordi tra club e tesserato si stabiliscono i reciproci diritti e doveri, sulla base del contratto collettivo. Ma facendo tesoro delle esperienze e della cronaca di questi anni ritengo che i contratti e i codici etici non bastino, che ci si debba soffermare maggiormente sui doveri. Mi riferisco soprattutto a ‘doveri comportamentali’”. Una sorta di richiamo alla deontologia che si dovrà basare su cinque pilastri. Quali sono i cinque pilastri “deontologici” che i tesserati dovranno rispettare? La Carta farà esplicito riferimento ai divieti di scommettere in ambito sportivo, di fare uso di ogni tipo di droga e sostanze dopanti. E, ancora, di regolare con il club in modo improprio il compenso economico e di vedere contenuti audiovisivi sulle piattaforme pirata. Il quinto pilastro sarà un richiamo a non avere comportamenti e adottare linguaggi razzisti e discriminatori, di ogni tipo. In campo e fuori. Ci sarà anche il tema razzismo? Sul fronte del razzismo e delle varie forme di discriminazione le norme sono o dovrebbero essere più che note. Quel che è successo a Milano mi auguro sia almeno servito a far comprendere che contro il razzismo non bastano i ‘sermoni’, ma serve l’impegno a partire dai giocatori in campo. Per questo ho fatto esplicito riferimento alla coscienza per Acerbi, augurandomi che fosse in pace con la sua".
Tema stadi e diritti Tv - "Sto lavorando per Euro32 e non solo, visto che saranno solo cinque i nostri stadi ‘europei’ mentre l’esigenza di impianti nuovi o da migliorare è molto più significativa. Di sicuro c’è una competizione e la scelta entro la fine di ottobre 2026 premierà i progetti migliori, i più affidabili, con un quadro economico definito. Dopodiché, sto predisponendo una bozza di norma, da sottoporre al confronto con i vari portatori d’interesse, che attualizzi il modello di gestione dei diritti audiovisivi, tenendo conto dell’evoluzione della tecnologia digitale e della legislazione europea in materia di geoblocking. Cambierà la gestione delle risorse televisive? Verrà trattato naturalmente il tema della ripartizione delle risorse e della mutualità di sistema, collegandolo con quello, prioritario, delle infrastrutture. Penso all’utilizzo di una parte dei ricavi dai diritti audiovisivi per poter offrire infrastrutture a livelli europei. Una norma che consenta di massimizzare i ricavi per i club, mettendo nelle migliori condizioni i tifosi che vogliono vivere la loro passione e la loro esperienza allo stadio o davanti a uno schermo, dal televisore allo smartphone".
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