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Maradona, l’infermiere si difende: “Non sapevo fosse tachicardico”

Leonardo Litterio

Le ultime sulla morte di Maradona

Sono passati quasi 8 mesi dalla morte di Diego Armando Maradona e le indagini sono tutt'altro che concluse. Dopo ben 7 ore di interrogatorio, l'infermiere del Pibe de Oro ha rilasciato alcune dichiarazioni che avvolgono il caso nel mistero.

Maradona, l'infermiere si difende: "Non sapevo fosse tachicardico"

Di seguito quanto trapelato dall'interrogatorio dell'infermiere Almiron riportato da Virgilio.it:

Non sapevo che  fosse cardiopatico e nessuno mi avvertì della circostanza. Mi hanno detto di non svegliare Maradona e di lasciarlo riposare. Aveva un ritmo cardiaco superiore ai 100 battiti, insomma una tachicardia in corso.

Successivamente anche l'avvocato dell'infermiere si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni:

Il mio cliente ha sempre trattato Maradona come un paziente con implicazioni psichiatriche e problemi legati all’astinenza.

Una situazione che continua ad essere poco chiara e che fa sorgere numerosi dubbi su come Diego abbia passato gli ultimi giorni di vita, nella sua abitazione a Tigre, vicino Buenos Aires.