Caso Gasperini, il Valencia vorrebbe richiedere un’inchiesta all’UEFA: le ultime

di Mattia Fele

Il 10 marzo si è disputata la gara di ritorno valida per l’accesso ai quarti di finale di Champions League. Ci trovavamo in una situazione inedita, l’inizio di una pandemia che ci avrebbe coinvolti tutti e ci avrebbe tolto molte delle abitudini a cui siamo stati abituati nel nuovo millennio. La gara fu vinta dall’Atalanta, ma in un clima molto complesso e già parecchio intaccato dalle preoccupazioni per il virus. All’esterno dello stadio molti tifosi del Valencia si erano radunati, nonostante l’indicazione fosse quella di non assembrarsi (la partita stessa fu giocata a porte chiuse, ndr), per sostenere la squadra di casa e mostrare vicinanza. Dopo alcuni mesi, un’intervista di Gasperini alla Gazzetta dello Sport ha fatto molto discutere, e dalla Spagna si sono detti indignati per il comportamento del tecnico dei bergamaschi.

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Caso Gasperini, il Valencia vorrebbe aprire un’inchiesta: le ultime

Gasperini aveva raccontato di essere stato molto male il giorno della gara con il Valencia, e ancor peggio il pomeriggio della partita. Dormiva poco, e nonostante non avesse la febbre soffriva di altri sintomi. Da subito gli spagnoli si sono indispettiti, essendo già le restrizioni in vigore. In Italia proprio il 10 marzo apparve la prima auto-certificazione per giustificare gli spostamenti, possibili solo per comprovate necessità e impediti se un individuo avesse presentato qualsiasi genere di sintomo influenzale.  La Lombardia era una cosiddetta ”zona rossa”, per cui gli spagnoli erano molto preoccupati. Stando allora a quanto riporta il quotidiano spagnolo Marca, il Valencia auspica che le autorità italiane intervengano sulle parole dell’allenatore dell’Atalanta. Altrimenti richiederanno all’UEFA di aprire un’inchiesta.

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