Cavani: “Quando sono arrivato a Napoli avevo le farfalle nello stomaco” | ANTEPRIMA

di Leonardo Litterio

Nonostante siano passati quasi 8 anni dal suo addio, Edinson Cavani è senza dubbio uno dei calciatori più amati dai tifosi partenopei. Nella sua intervista ai canali ufficiali del Manchester United, l’uruguaiano ha ripercorso la sua carriera parlando delle sue stagioni in quel di Napoli.

Cavani: “Quando sono arrivato a Napoli avevo le farfalle nello stomaco. É anche grazie a Mazzarri se sono il giocatore che conoscete oggi”

Edinson Cavani(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Di seguito quanto evidenziato dell’intervista ad Edinson Cavani:

Non riesco a ricordare esattamente cosa sia successo nel 2010. Ricordo che si parlava di una o due squadre diverse. Se avessi avuto l’opportunità di giocare allo United, l’avrei colta, ovviamente, senza pensarci due volte. Non ricordo con certezza se fosse così. Ma quello che ricordo è che dovevo recarmi ai Mondiali in Sud Africa e durante quel torneo ho avuto una conversazione con il Napoli. E beh, ho detto loro che se avevano fiducia in me e volevano che andassi lì, la fiducia vale molto per me, quindi ho preso la mia decisione e dopo il Palermo sono passato al Napoli.

Sul suo arrivo a Napoli

Penso che i tifosi costituiscano una parte enorme di quella che è ed è stata la tua vita. Penso anche che i fan lascino un segno importante nel tuo viaggio attraverso alcuni club. Onestamente, quella volta al Napoli è stata semplicemente fantastica. Da quel primo momento, posso ricordare che avevo appena firmato per loro e stavo per essere presentato ufficialmente al club, ed i fan stavano impazzendo. Ero arrivato dal Palermo, dove avevo segnato ma non è che fossi stato il capocannoniere del campionato.

Ero appena tornato dal Mondiale in Sud Africa, ma durante e dopo la presentazione ufficiale del club, i tifosi mi stavano già dimostrando un’incredibile quantità di amore e affetto. Picchiavano sulla mia macchina, salutandomi da fuori in mezzo alla folla, dicendo che mi amavano. La prima cosa che ho detto a un membro della famiglia che era con me è stata: ‘Tutto ciò mi sta dando una strana sensazione. Si aspettano molto da me. Quindi, avevo quella sensazione di farfalle nello stomaco, ma quel tipo di paura che a volte è positiva. È quella paura “buona” che ti aiuta a ottenere il massimo da te stesso, quindi non sbagli o commetti errori.

Sulle sue stagioni al Napoli e sul suo rapporto con i compagni di squadra

Quello che ho avuto modo di vivere al Napoli è stato davvero molto simile a come stanno le cose nella nostra squadra nazionale. Non era proprio la stessa cosa, visto che siamo tutti dello stesso paese e abbiamo gli stessi costumi e la stessa cultura nella squadra nazionale. Sappiamo tutti davvero come stanno le cose e come funzionano lì, ed è come un grande gruppo di amici. È una grande famiglia, davvero. Ma al Napoli si è rivelata una situazione molto simile per me. Al Napoli un grande gruppo di giocatori era arrivato tra i giovani ed era cresciuto insieme. Il tempo che ho passato con i miei compagni, quella squadra, è stato sempre fantastico. I tre anni che ho trascorso lì, penso, a livello personale, hanno rappresentato un momento di svolta per la mia carriera. Sono diventato davvero un giocatore e penso che la fiducia che il tecnico Walter Mazzarri aveva in me in quel momento mi abbia aiutato a diventare il giocatore che sono oggi. Ha ottenuto il meglio da me. Quindi sì, avevamo una straordinaria linea d’attacco e inoltre avremmo giocato tutto il tempo.

Eravamo tutti molto giovani ed eravamo sempre pieni di energia, ci siamo sempre stati in ogni partita. Forse non abbiamo vinto così tanti trofei, ma sicuramente abbiamo vissuto dei momenti speciali. Grandi momenti con i nostri tifosi e momenti in cui sentivamo di poter davvero sognare ed aspirare a realizzare certe cose. Abbiamo vinto la Coppa Italia battendo in finale la Juventus, che credo sia stata di grande importanza, visto che era stata incoronata campione dopo essere stata imbattuta per tutta la stagione. Ci siamo trovati di fronte a loro nella finale della competizione, e li abbiamo battuti 2-0. Penso che quella coppa sia un trofeo davvero prestigioso da vincere, personalmente in ogni caso, ha avuto un significato speciale in più per me, dopotutto abbiamo vissuto quella stagione e tutto quello che ho vissuto ai miei tempi al Napoli.

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