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La rinascita de la Masía: quando il settore giovanile salva bilancio e società

BARCELONA, SPAIN - OCTOBER 17: Ansu Fati of FC Barcelona looks on during the La Liga Santander match between FC Barcelona and Valencia CF at Camp Nou on October 17, 2021 in Barcelona, Spain. (Photo by David Ramos/Getty Images)

Il Barcellona non sta perdendo, anzi, sta vincendo più ora che negli ultimi anni

Gennaro Del Vecchio

Era l'8 agosto 2021 quando Leo Messi, proveniente da la Masía, diceva addio alla sua seconda pelle, il Barcellona. Gli amanti di questo sport, ma soprattutto il popolo blaugrana, avrebbero dovuto rivedere i loro piani, riavvolgere il nastro e rimuovere la casacca azulgrana dal busto dell'argentino. Non era più un sogno, era realtà.

Mentre tutti non credevano ai loro occhi, solo un uomo riuscì a mantenere la calma per sperare in un domani migliore: Joan Laporta. Colui che, attualmente da dietro le quinte, sta salvando il Barcellona. Ma in che modo è riuscito a mettere in salvo la sua barca? Ora lo scopriremo insieme.

La nascita di un nuovo ciclo

Come quando inizi a dare importanza alle piccole cose, ai dettagli. È qui che sta vincendo Laporta, è qui che sta costruendo il nuovo ciclo targato la Masìa. Un po' come successe anni fa con Messi, Busquets, Piquè, Iniesta, Xavi, Puyol e Pedro. La nuova linea da seguire è chiara, è pressoché la medesima: puntare sui giovani e sul settore giovanile. Da Gavi ad Ansu Fati, passando per Pedri, non appartenente al settore giovanile, e Riqui Puig. La miniera del Barcellona ha iniziato nuovamente a fabbricare.

Da Pedri ad Ansu Fati: la rinascita de la Masìa

BARCELONA, SPAIN - OCTOBER 17: Ansu Fati and Pablo Martin Paez Gaviria 'Gavi' of FC Barcelona look on during the La Liga Santander match between FC Barcelona and Valencia CF at Camp Nou on October 17, 2021 in Barcelona, Spain. (Photo by David Ramos/Getty Images)

La vittoria del talento e dei valori

Hai talento? Perfetto, giochi. Stop. Non come qui in Italia dove un calciatore di 25 anni viene considerato ancora acerbo per incidere in una big. All'estero, nel nostro caso in Spagna, i ragazzi del 2004 iniziano ad essere pilastri delle prime squadre, ed anche importanti.

Poi, arrivano le vittorie. Quelle in campo, all'inizio visibili solo per i più attenti, poi quelle del bilancio. Le valutazioni dei giovani del Barça, alcuni della cantera ed alcuni prelevati da altri settori giovanili, sono altissime:

Ansu Fati ('02) - Prelevato dal settore giovanile, vale 60 mln

Pedri ('02)- Prelevato dal Las Palmas, vale 80 mln

Riqui Puig ('99) - Prelevato dal settore giovanile, vale 15 mln

Gavi ('04) - Prelevato dal settore giovanile, vale 25 mln

Nico González ('02) - Prelevato dal settore giovanile, vale 8 mln

Óscar Mingueza ('99) - Prelevato dal settore giovanile, vale 15 mln

Eric García ('01) - Prelevato dal settore giovanile, vale 20 mln

Álex Balde ('03) - Prelevato dal settore giovanile, vale 5 mln.

I pilastri del Barcellona di oggi e del futuro. La grandezza sta tutta qui, programmare oggi per vincere domani.

Perché in Italia no?

Perché in Italia tutto questo non accade? Perché si preferisce dare spazio ad un giocatore alla fine della sua carriera a discapito di un giovane in rampa di lancio? Perché si fa prima a dire fallimento anziché aprire un nuovo ciclo con il settore giovanile a disposizione?

È facile quanto assurdo dire che è finito il tempo di gloria del club blaugrana, anzi, forse sta vincendo più ora che negli ultimi anni. Via Messi? Nessun problema, avanti i giovani: l'unico modo per dimenticare il passato e vivere il presente organizzando il futuro.

La mentalità non si acquista al supermercato.

A cura di Gennaro Del Vecchio

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