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Ancelotti positivo, il Real affidato al figlio Davide: “Il gruppo lo rispetta!”

ancelotti real madrid

L'analisi della Gazzetta sul figlio del tecnico emiliano

Giovanni Montuori

Carlo Ancelotti è risultato positivo al Covid e non sarà in panchina per le prossime partite. Sicuramente il tecnico del Real Madrid salterà la trasferta col Celta Vigo: la squadra sarà affidata a suo figlio Davide.

Ancelotti positivo al Covid: in panchina va il figlio Davide

Ancelotti positivo, il Real affidato al figlio Davide: “Il gruppo lo rispetta!”- immagine 2

La Gazzetta dello Sport ha analizzato la situazione elogiando Davide Ancelotti:

"Davide ha 32 anni e mangia pane e calcio da quando è nato. Dopo un breve tentativo come giocatore (piede sinistro molto educato, ha pure esordito con il Milan in un’amichevole a Kiev, nel settembre del 2007), ha scelto di seguire il padre facendogli da assistente. Al Paris Saint Germain Carletto gli aveva affidato il controllo dei giovani, e con l’occhio esperto di chi la sa lunga aveva visto che suo figlio poteva davvero intraprendere il percorso da allenatore. Al Real Madrid, nel periodo 2013-15, i quotidiani spagnoli non erano stati teneri con Ancelotti, soprattutto quando le cose non andavano per il verso giusto: lo avevano addirittura accusato di nepotismo perché aveva osato inserire Davide nello staff tecnico. Lui, che soffriva in silenzio per questo pregiudizio, aveva semplicemente risposto che Davide era lì perché se lo meritava e non perché era suo figlio. Poi venne la notte di Lisbona, la coppa dalle grandi orecchie alzata al cielo, finalmente la Décima che sbarcava a Madrid dopo tanta attesa, e tutte le polemiche, come fuochi fatui, si spensero. Davide, che studia il calcio e le sue evoluzioni con l’umiltà di una matricola, è sempre stato molto prezioso, nell’ultimo periodo, a papà Carletto. Se c’è una mossa da fare, se c’è una sostituzione da programmare, se c’è uno schema avversario da disinnescare, la prima persona con cui si consulta Re Carlo è sempre Davide. Non perché è suo figlio, sarebbe troppo semplice, ma perché di lui si fida ciecamente e ne apprezza le conoscenze calcistiche e l’impegno.

I due sono in perfetta simbiosi e per questa ragione il fatto che sarà Davide a guidare il Real Madrid nella trasferta di Vigo poco inciderà sulla prestazione di Benzema e compagnia. Negli anni Davide ha saputo ritagliarsi un ruolo fondamentale, restando sempre nell’ombra, mai alzando la voce o mai reclamando uno spazio maggiore. Qualcuno può obiettare che gli manca l’esperienza, ed è vero perché ha 32 anni, ma non è forse un’esperienza che vale quanto dieci corsi a Coverciano aver vissuto centinaia di partite al fianco di uno dei migliori allenatori del mondo? Con il suo lavoro, a volte oscuro, si è guadagnato il rispetto di tutto il gruppo, e non è poco. Come non è poco che i dirigenti del Real Madrid, d’accordo con papà Ancelotti, abbiano deciso (ovviamente per cause superiori, cioè il Covid) di affidarsi a Davide. D’altronde, non esiste un vecchio proverbio latino che recita: qualis pater, talis filius; tale padre, tale figlio? Se vincesse la metà di quello che ha vinto papà, siamo sicuri che Davide sarebbe il ragazzo più felice del mondo".