Patrizio Oliva, campione olimpico e mondiale del pugilato, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di CalcioNapoli1926.it durante la diretta Facebook con il consueto appuntamento “Il tempo di un caffè”. Tra i vari temi trattati, l’ex pugile si è espresso sull’ammutinamento di novembre ma anche sulla ripresa del campionato di Serie A. Di seguito l'intervista a cura di Claudia Vivenzio.
Oliva: "Ammutinamento? Il giocattolino si era rotto"
Per far ripartire il calcio, la FIGC sta ipotizzando un protocollo. Protocollo che potrebbe ispirarsi a quello della Bundesliga. Questo prevede che in caso di positività di un giocatore venga isolato soltanto il singolo calciatore, lo stesso poi dovrà andare in isolamento per la sola durata di sette giorni e non quattordici come consigliano gli esperti. Su tale procedura si è espresso Oliva: "Per me quest'idea di copiare il modello tedesco è la riprova che molti hanno la testa solo per dividere le orecchie! Basta che soltanto uno è positivo e nel periodo che non si conosce ancora la sua positività infetta il compagno e poi un altro e poi un altro... è un disastro! Non bisogna scherzare con la salute".
Dopodiché l'ex medaglia d'oro ha detto la sua sull'incredibile episodio dell'ammutinamento verificatori a novembre post Napoli-Salisburgo: "È chiaro che il giocattolino ormai si era rotto. Qualcosa nell'ambiente si era guastato. Non ricordo bene chi si lasciò scappare una frase piuttosto emblematica: "I giocatori devono riguardarsi in faccia", ecco direi che è emblematica della situazione che si venne a creare. Non c'è chi ha torto o chi ha ragione, le cose sono andate così...".
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